A metà febbraio Daniele Luttazzi ha portato a Padova Va’ dove ti porta il clito, monologo scritto una quindicina d’anni fa, aggiornato e riveduto, parodia del (quasi) omonimo best seller per zitelle di Susanna Tamaro, che, a suo tempo, querelò Luttazzi per plagio, perdendo la causa. Alcuni quotidiani locali, pubblicando la notizia dello spettacolo, hanno ritoccato il titolo, sostituendo con tre puntini le lettere centrali della parola clito. Bizzarro. Non è proprio attorno a quel particolare anatomico – e a ciò che vi è vicino – che gira il mondo?

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Baciami ancora (o cose che capitano al signor Rezzonico) di Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Adriano Giannini, Francesca Valtorta, Valeria Bruni Tedeschi, Primo Reggiani, Lina Bernardi

Tempo fa Aldo, Giovanni e Giacomo si dilettavano in sketch godibilissimi indicati come contributi di una fantomatica tv svizzera. Le situazioni demenziali, che di volta in volta si trovavano ad affrontare, vedevano soccombere sempre il povero signor Rezzonico (Giovanni), osteggiato dall’intollerante vicino di casa, il signor Gervasoni (Giacomo), e salvato in extremis da Über (Aldo), solerte e maldestro poliziotto del Canton Ticino. Il signor Rezzonico era costantemente in pericolo di vita (un pitone che fa capolino dalla siepe; un singhiozzo che lo porta a infilare la testa nel forno e a inalare il gas; una pallina da ping-pong incastrata in gola), il signor Gervasoni non alzava un dito per aiutarlo, Über accorreva pericolosamente scoordinato, sparando a destra e a manca. Le scenette – che si chiudevano tutte con la massima dello sfortunato protagonista “Tutto è bene quel che finisce bene. Perché potevo rimanere offeso…” – erano assai divertenti e i tre comici assolvevano a meraviglia il loro compito. Poi la tv svizzera smise di essere trasmessa e il signor Rezzonico cadde nel dimenticatoio. Almeno fino al 29 gennaio di quest’anno, quando i cinema sono stati invasi da migliaia di copie di Baciami ancora.

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a single man

4 febbraio 2010

A Single Man di Tom Ford con Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode, Nicholas Hoult

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo, scritto nel 1964 da Christopher Isherwood, A Single Man è un film algido e doloroso. Presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, l’esordio di Tom Ford, enfant prodige della moda (suo il merito di aver risollevato le sorti della maison Gucci), è stato salutato da critiche entusiaste e ovazioni da parte del pubblico in sala.

Il racconto si sviluppa intorno ai diversi momenti di una giornata di George Falconer, stimato professore universitario, inabissato nell’elaborazione della perdita del compagno, deceduto qualche mese prima in un incidente stradale. Flashback dei diciannove anni passati assieme suscitati da dettagli di pura quotidianità a cui s’intrecciano ricordi di gesti affettuosi e intimi, accompagnano il protagonista durante il suo lavoro, a casa, mentre si veste o si prepara per uscire, negli incontri fortuiti con un giovane sconosciuto e un suo studente, con l’amica del cuore, Charlotte, mentre ordina da bere nel locale in cui, anni prima, iniziò la storia d’amore con Jim, fino agli ultimi istanti della sua vita.

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