Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Per una rosa di Marco Bellocchio
con Elena Bellocchio, Vanessa Scalera, Corrado Invernizzi
Fuori Concorso: Shorts

L’inferiorità è legata al non aver coraggio del proprio desiderio
Lorenzo Colajanni (Vittorio Mezzogiorno) ne La condanna

Risulta assai sorprendente come film dopo film, anno dopo anno, Marco Bellocchio raggiunga una sempre maggior libertà, che gli permette di affrontare le sue ossessioni in maniera costantemente rinnovata e originale, senza ripetersi mai, pur risultando riconoscibilissimo fin dalla prima inquadratura.

Per una rosa è un cortometraggio di 18 minuti, presentato nella sezione Fuori Concorso: Shorts all’ultimo Festival di Locarno, frutto del lavoro svolto con gli allievi del Progetto Fare Cinema.

In neanche venti minuti Bellocchio è riuscito a mettere tutto il suo cinema, i suoi temi, facendone un piccolo gioiello.

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Questo testo è uscito sul numero 545 di Cineforum.

Mia madre di Nanni Moretti con Margherita Buy, Nanni Moretti, John Turturro, Giulia Lazzarini, Beatrice Mancini, Stefano Abbati, Enrico Ianniello, Anna Bellato, Tony Laudadio, Lorenzo Gioielli, Pietro Ragusa, Tatiana Lepore, Monica Samassa, Vanessa Scalera, Davide Iacopini, Rossana Mortara, Antonio Zavatteri, Camilla Semino, Domenico Diele, Renato Scarpa

Ma tu l’avrai capito quanto ti volevo bene?
Perché l’hai fatto?
Ora chi ci pensa a me?

Don Giulio, La messa è finita

mia madre 1Chiunque da bambino, almeno una volta, ha fatto il pensiero che i propri genitori potessero non morire mai e che la situazione ovattata, di protezione e sicurezza, che la presenza della madre e del padre assicurava, fosse eterna. La scoperta della loro fallibilità e soprattutto della loro impotenza di fronte al dolore e alla fine rimane, con ogni probabilità, una delle esperienze più traumatiche vissute nel corso dell’infanzia. Poi tutti – chi più chi meno – diventano adulti, magari hanno figli a loro volta, decidono di prendersi e accettare delle responsabilità, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni, trovando una certa indipendenza, rafforzandosi, ma dando comunque per scontata l’esistenza dei genitori. Il precario equilibrio raggiunto inizia a sfasciarsi nel momento in cui i due cominciano a invecchiare, ammalarsi e avvicinarsi all’addio. “Mamma e papà invecchiano, e io non lo sopporto” (Don Giulio in La messa è finita, 1985, Nanni Moretti).

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