Kaguya-hime no monogatari (The Tale of Princess Kaguya) esce in sala, in Italia, per soli (purtroppo) 3 giorni – 3, 4 e 5 novembre – col titolo La storia della principessa splendente.

Questo testo è uscito sul n. 535 di Cineforum subito dopo il Festival di Cannes, dove il film è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs.

Kaguya-hime no monogatari (The Tale of Princess Kaguya) di  Isao Takahata

kaguyaThe Tale of Princess Kaguya, gioiello che la Quinzaine des Réalisateurs ha soffiato alla selezione ufficiale dell’ultimo Festival di Cannes (che a parte lo straordinario Adieu au langage di Jean-Luc Godard, Cronenberg, Bonello e poco altro, non ha lasciato grandi emozioni), è un film sulla grazia e sul cinema. Sull’istante di assoluta grazia che di tanto in tanto balugina in un film, o anche nella vita. La principessa Kaguya, che spunta come un germoglio di bambù, cresce velocemente – in un istante, si direbbe – e diventa una splendida fanciulla, è l’emblema della bellezza che attraversa l’esistenza dell’essere umano come un palpito, svolazzando al di sopra dei quotidiani affanni. Inafferrabile, non solo non si lascerà deviare dalle ricchezze – al contrario dei suoi genitori adottivi, immediatamente traviati dal denaro e dall’abbondanza – ma nemmeno dalla corte dei facoltosi e potenti spasimanti.

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