classifica 2015!?!

19 gennaio 2016

Anche quest’anno Cineforum.it ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2015 (quelli che più abbiamo amato). Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2015, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2015). Sotto, le mie – le piccole differenze tra questa versione e quella apparsa su Cineforum.it (come negli anni precedenti) dipendono solo dall’aver introdotto qui degli ex aequo che, per ragioni di chiarezza o più semplicemente di regole tali da rendere la classifica di ognuno omogenea con quelle degli altri, non potevano essere inseriti dall’altra parte. Ho anche stilato una classifica (piena di ex aequo anche questa, ma era davvero impossibile fare altrimenti) dei 3 migliori film visti ai festival, in dvd, serie tv, ecc., e delle 3 delusioni. Infine, di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo in alcuni periodi…

I 10 migliori film usciti in sala:

1 ) Inherent Vice (Vizio di forma) di Paul Thomas Anderson

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Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Albert Serra è l’artista invitato dall’Istituto Ramon Llull a Venezia, in occasione della 56. Esposizione d’Arte. Nel Padiglione della Catalogna, curato da Chus Martínez, presenta Singularity, una video-istallazione composta da 5 schermi in cui frammenti di un film di circa 12 ore sembrano dialogare tra loro sul momento di passaggio tra un’umanità che sta diventando macchinica e delle macchine che potrebbero, alla fine, umanizzarsi.
L’incontro con Serra, per l’inaugurazione di Singularity, è stato anche l’occasione per parlare del suo cinema e dei suoi lavori precedenti.

Singularity 1In Sigularity c’è una transizione tra due epoche, tra due momenti dell’umanità…
Sì, il progetto che ho scelto ha a che fare con questo tempo, col termine “singolarità”, col ruolo che le macchine avranno nel futuro. Ha a che fare con questo cambiamento, con la perdita della centralità del corpo, che a me interessa molto, poiché i miei film precedenti erano sempre focalizzati sul filmare le persone, i loro corpi, che è una vera e propria ossessione per me, e ora mi sono detto “va bene, andiamo avanti” e allora ho cercato di creare della finzione partendo dal nulla, di creare un tempo reale, e credo che qui ci sia molta più “performance”,o qualcosa di molto più vicino alla performance, rispetto a tutto quello che ho fatto prima. La mia sfida era di fare della finzione partendo da una materia, da un soggetto che, ovvio, era Singularity 2questo. E allora mi sono detto: perché non i minatori, perché non la prostituzione, il cui soggetto è il corpo, per me così importante, l’oro, la ricchezza, la corruzione, lo sfruttamento (in Singularity tutti i personaggi sono implicati in un lavoro fisico e sono ossessionati non tanto dal denaro, semplice “carta nominale”, quanto dall’oro, dunque da ciò che ha un valore intrinseco e che rende concreto il valore delle banconote, ndr), poiché in 12 ore puoi affrontare lo sfruttamento e la prostituzione del corpo e del lavoro e la volontà di ottenere soldi facilmente, la competizione tra i proprietari, in varie declinazioni. E poi, oltre a questo lavoro più approfondito sulla performance, mi è piaciuto concentrarmi su Singularity 3certi dettagli, più legati al mio classico universo cinematografico, alle mie immaginazioni. Forse c’è un approccio meno concettuale, rispetto ai miei lavori precedenti. E questa forse è la differenza principale. Ci sono le immagini in movimento, nella loro interezza… La possibilità di creare un nuovo mondo con le immagini. Questo può essere indisponibile, ma è reale e organico. E questo è il mio piacere, questo tipo di creazione. La mia materia sono le persone, lì sta il mio interesse principale. Le persone e il tempo. Mentre filmo ma anche nel montaggio, nel lavoro di postproduzione. Per dOCUMENTA, per esempio, avevo fatto questo lavoro un po’ megalomane, 101 ore di filmato (The Three Little Pigs), mescolando Hitler, Fassbinder e Goethe, per più di tre mesi ogni giorno avevo filmato un’ora. E per me questo è il punto: il tempo e le persone. A volte persone a me vicine, a volte persone sconosciute, cerco di trovare una mediazione, di moderare quello che si viene a creare anche con diversi materiali, da quelli più comuni o banali ai classici elementi: l’aria, l’acqua…

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