cannes: carol

1 giugno 2015

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Carol di Todd Haynes con Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Sarah Paulson, Cory Michael Smith, Jake Lacy, Carrie Brownstein, John Magaro, Giedre Bond

carol 1Che senso ha fare un film sull’attrazione, congelandolo a congegno esteticamente perfetto, ma privo di qualsiasi sussulto, senza alcuna empatia, svuotato dell’erotismo che, normalmente, lega due corpi incapaci di stare lontani l’uno dall’altro? Todd Haynes è un regista lontanissimo dal cinema di desiderio. Da anni si impegna in operazioni di messa in teca e formaldeide di melodrammi (basti pensare a Far From Heaven, 2002) che del meló anni ’50 riprendono unicamente l’estetica, i colori, il décor.

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her

12 marzo 2014

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Her di Spike Jonze con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Chris Pratt, Matt Letscher, Portia Doubleday, Kristen Wiig, Brian Cox, Spike Jonze

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.1
Pablo Neruda

her 1Quando ci si ferisce o si prende una botta molto forte, tra l’urto e la fitta acuta passano alcuni istanti in cui il dolore non è ancora lancinante, ma sordo, trattenuto, quasi distante e, per un momento, si crede di averla scampata. Pensavo peggio, ci si dice, restando immobili per paura che anche un gesto lieve rompa il precario equilibrio. Ma poi il male arriva e porta con sé l’attesa che il sangue si coaguli, che il gonfiore si attenui e l’ematoma pian piano svanisca.

Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) vive in una specie di bolla che Spike Jonze gli mette a disposizione facendolo abitare in una città dai colori pastello e dalla luce gentile, che mescola Los Angeles a Shanghai, in cui la musica ha qualcosa di ovattato e i contorni dei volti e delle cose sono pressoché sfumati. Anche il lavoro rispecchia questo suo vivere protetto da una specie di membrana.

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The Great Gatsby (Il grande Gatsby) di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Elizabeth Debizcki, Isla Fisher, Jason Clarke, Amitabh Bachchan  

Side Effects (Effetti collaterali) di Steven Soderbergh con Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Vinessa Shaw

Spring Breakers di Harmony Korine con Vanessa Hudgens, Selena Gomez, James Franco, Ashley Benson, Rachel Korine

The Bling Ring di Sofia Coppola con Emma Watson, Katie Chang, Israel Broussard, Claire Julien, Taissa Farmiga, Georgia Rock, Leslie Mann

the-great-gatsby-1Dopo aver visto qualche giorno fa The Great Gatsby, nella versione in 3D di Baz Luhrmann, i pensieri si sono rincorsi, collegando, anche in maniera un po’ azzardata, la pellicola tratta dal capolavoro di Francis Scott Fitzgerald a una serie di film che sembrano forse aver poco a che fare tra loro: Side Effects di Steven Soderbergh, Spring Breakers di Harmony Korine e The Bling Ring di Sofia Coppola. Eppure solo dalla disgregazione narrata (e mostrata) in The Great Gatsby possono prender vita le altre tre opere. “Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte”.

 

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Millennium – Uomini che odiano le donne di David Fincher con Rooney Mara, Daniel Craig, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff, Robin Wright, Goran Visnjic

The Social Network di David Fincher con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Rooney Mara, Max Minghella, Bryan Barter, Brenda Song, Rashida Jones

Per essere puntuali bisogna arrivare con un po’ d’anticipo. Il breve lasso di tempo guadagnato è quello che rende chiunque giunga a un appuntamento all’ora stabilita già in ritardo. In quel piccolo spazio temporale si gioca la partita del presente. Abitanti solitari di questo regno fluido, punto di fuga di passato e futuro, dove non era o sarà ma è, Mark Zuckerberg e Lisbeth Salander condividono un’accelerazione che li costringe a staccare il resto del gruppo e vivere in un assoluto presente, mostrando via via caratteristiche più simili a quelle dell’androide che del comune essere umano, per quanto intellettualmente dotato.

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