Questo testo è stato pubblicato su Cineforum.it.

Sarah Winchester – Opéra fantôme di Bertrand Bonello con Marie-Agnès Gillot, Reda Kateb

A reality is just what we tell each other it is.
Sane and insane could easily switch places…
In the Mouth of the Madness
, John Carpenter, 1994

sarah-winchester-opera-fantome-3La prima volta che ci si ritrova dietro le quinte di un palcoscenico si ha l’impressione di essere capitati all’interno di un labirinto: cunicoli, corridoi, fondali non utilizzati appoggiati a un muro che non fanno altro che aumentare la sensazione di spaesamento, porte che sembrano aprirsi sul niente, corde, scale sinuose, fari posizionati in mezzo al passaggio. E mentre chi lavora in teatro si sposta in quegli spazi con la stessa disinvoltura che avrebbe nel salotto di casa propria, il nuovo arrivato continua a sbagliare il percorso per andare ai camerini, ritrovandosi puntualmente di fronte a un muro, nell’ala opposta rispetto a dove dovrebbe essere, domandandosi chi abbia concepito un luogo tanto caotico e complicato.

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cannes 3: lost river

2 giugno 2014

Questo testo è apparso su Cineforum.it.

Lost River di Ryan Gosling con Christina Hendricks, Saoirse Ronan, Eva Mendes, Matt Smith, Iain De Caestecker, Ben Mendelsohn, Barbara Steele, Reda Kateb, Landyn Stewart, Garrett Thierry, Rob Zabrecky, Demi Kazanis, Torrey Wigfield, Cody Stauber

lost river 1Il fiume perduto del titolo è quello delle immagini che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di Ryan Gosling. I film di Sam Raimi e Tobe Hooper – su tutti The Evil Dead (La casa, 1981), citata in maniera estremamente esplicita, e The Texas Chainsaw Massacre (Non aprite quella porta, 1974) – ma anche le pellicole che vedevano protagonista Barbara Steele, icona del cinema horror, qui nel ruolo della nonna che non parla ma continua a guardare vecchi filmati in cui lei appare magnetica e inquietante come lo era lost river 2ne La maschera del demonio (1960) di Mario Bava o in The Pit and the Pendulum (Il pozzo e il pendolo, 1961) di Roger Corman. Alle immagini estremamente evocative, che risentono, per la stilizzazione della trama – quasi nulla – e per certe atmosfere enigmatiche, dell’influenza di Nicolas Winding Refn e David Lynch, si contrappone una realtà che di evocativo non ha più nulla, ma che assiste al collasso dell’Immaginario, di cui il film si nutre, nel nudo Reale.

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