classifica 2018!?!

31 dicembre 2018

Anche quest’anno Cineforum.it ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2018 (quelli che più abbiamo amato). Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2018, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2018). Sotto, le mie.

C’è anche la classifica dei 3 migliori film visti ai festival, ecc.

Infine, di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo…

I 10 migliori film usciti in sala:

1) Phantom Thread di Paul Thomas Anderson

2) La Mort de Louis XIV di Albert Serra

3) First Reformed di Paul Schrader

4) Call Me by Your Name di Luca Guadagnino

5) Un Beau soleil intérieur di Claire Denis

6) Les Fantomes d’Ismaël di Arnaud Desplechin

7) Dogman di Matteo Garrone

8) The 15:17 to Paris di Clint Eastwood

9) Girl di Lukas Dhont

10) Lazzaro felice di Alice Rohrwacher

Fuori classifica poiché impossibile da classificare:

Le Livre d’image di Jean-Luc Godard

I 3 migliori film visti ai festival e non ancora usciti in sala:

1) High Life di Claire Denis

2) Jiang hu er nv (Ash Is Purest White) di Jia Zhangke

3) Gangbyun Hotel – Hotel by the River di Hong Sang-soo

Altri film visti nel corso dei festival, particolarmente belli, geniali, interessanti (in ordine sparso):

Roi Soleil di Albert Serra

La Flor di Mariano Llinás

Paul Sanchez est revenu ! di Patricia Mazuy

Terra Franca di Leonor Teles

Kamagasaki Cauldron War (Tsukiyonokamagassen) di Leo Sato

Ni de lian (Your Face) di Tsai Ming-liang

Sobre tudo sobre nada di Dídio Pestana

Sobre tudo sobre nada

Reunión di Ilan Serruya

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CoinCoin et les Z’inhumains di Bruno Dumont

Da xiang xi di er zuo (An Elephant Sitting Still) di Hu Bo

Sedução da Carne di Júlio Bressane

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Waldheims Walzer (The Waldheim Waltz) di Ruth Beckermann

Long Day’s Journey Into Night di Bi Gan

Nota:

Non ho ancora visto, purtroppo, Les Âmes mortes (Dead Souls) di Wang Bing, Ex Libris – The New York Public Library e Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman, Santiago, Italia di Nanni Moretti, Logan Lucky di Steven Soderbergh, The Other Side of the Wind di Orson Welles, Peter Bogdanovich e Bob Murawski, Ang panahon ng halimaw (Season of the Devil) di Lav Diaz, Zama di Lucrecia Martel… Se li avessi visti, forse, sarebbe cambiato qualcosa nelle classifiche… o almeno credo…

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classifica 2015!?!

19 gennaio 2016

Anche quest’anno Cineforum.it ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2015 (quelli che più abbiamo amato). Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2015, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2015). Sotto, le mie – le piccole differenze tra questa versione e quella apparsa su Cineforum.it (come negli anni precedenti) dipendono solo dall’aver introdotto qui degli ex aequo che, per ragioni di chiarezza o più semplicemente di regole tali da rendere la classifica di ognuno omogenea con quelle degli altri, non potevano essere inseriti dall’altra parte. Ho anche stilato una classifica (piena di ex aequo anche questa, ma era davvero impossibile fare altrimenti) dei 3 migliori film visti ai festival, in dvd, serie tv, ecc., e delle 3 delusioni. Infine, di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo in alcuni periodi…

I 10 migliori film usciti in sala:

1 ) Inherent Vice (Vizio di forma) di Paul Thomas Anderson

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cannes: macbeth

19 giugno 2015

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender, Marion Cotillard, David Thewlis, Jack Reynor, Elizabeth Debicki, Sean Harris, Paddy Considine, David Hayman, Daniel Westwood, Ross Anderson, Maurice Roëves, Barrie Martin, Seylan Baxter, Hilton McRae, Lynn Kennedy

macbeth 1Ci vuole sempre un gran coraggio a affrontare William Shakespeare e ci vuole ancor più coraggio a rifare il Macbeth, dopo Orson Welles (Macbeth, 1948), Akira Kurosawa (Kumonosu-jôIl trono di sangue, 1957) e Roman Polanski (The Tragedy of Macbeth, 1971). Ma il punto, forse, non è nemmeno questo: spesso l’azzardo conduce a risultati notevoli proprio per la follia insita nel rischio. Purtroppo il film di Justin Kurzel non sembra né frutto di coraggio, né di encomiabile azzardo, piuttosto di un macbeth 8insopportabile calcolo studiato a tavolino per portare sullo schermo due divi amatissimi e coccolati da Hollywood – Michael Fassbender e Marion Cotillard – in un film che sembra un incrocio tra lo spot di un profumo maschile e 300 (2006) di Zack Snyder.

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Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Visita ou memórias e confissões di Manoel de Oliveira con Manoel de Oliveira, Maria Isabel de Oliveira, Diogo Dória, Teresa Madruga, Urbano Tavares Rodrigues

visita ou memorias e confissoes 1Poche volte ci si trova di fronte a un’opera che è assieme un testamento e un inno alla vita e al cinema, trovando nella pellicola il luogo sospeso, nello spazio e nel tempo, in cui continuare a vivere. Visita ou memórias e confissões è il film che Manoel de Oliveira ha girato tra il 1981 e il 1982, all’età di 73 anni, quando ha dovuto lasciare la casa in cui aveva vissuto quarant’anni con la moglie Maria Isabel e i quattro figli. Il film è stato depositato alla Cinemateca Portuguesa con la richiesta, da parte dell’autore, di visita ou memorias e confissoes 2mostrarlo solo dopo la propria dipartita, avvenuta lo scorso aprile. Nei trentatré anni trascorsi de Oliveira ha continuato a fare cinema, capolavori che giocavano col tempo e la morte. E gioco è forse la parola che più si addice a quest’ultimo straordinario film (che non è l’ultimo), perché ha la leggerezza di certe giornate terse di primavera, che senza motivo ti risollevano il morale e ti portano a sorridere senza ragione.

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