cannes 4: incompresa

6 giugno 2014

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Incompresa di Asia Argento con Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko, Anna Lou Castoldi, Alice Pea, Carolina Poccioni, Gianmarco Tognazzi, Olimpia Carlisi, Brian Molko, Max Gazzè

incompresa 1Cosa viene fuori quando un film è una rielaborazione molto intima e personale dell’infanzia fatta con gli occhi di un bambino? Un’opera che si fonda sull’eccesso quasi spasmodico di vita, sghemba, imperfetta, sbilanciata, eppure compatta nella sua vivacitá. Tutti i personaggi sono sopra le righe (la recitazione è volutamente antinaturalistica), per cui ogni situazione – dai litigi reiterati dei genitori, egoisti e narcisi, alle prime sigarette fumate di nascosto – è amplificata in maniera tale da risultare irreale, quasi si fosse dentro a una fiaba o a un incubo. Eppure i traumi, piccoli o grandi che siano, nella memoria di un bimbo si trasformano in ferite permanenti, tanto più dolorose quanto più immotivate e gratuite, e stanno lí a ingigantirsi e deformarsi, deformando a loro volta il vissuto.

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Venere in pelliccia di Roman Polanski con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric

Divenuti i modelli dei loro autori,
  gli attori non erano più gli stessi. 
Diventavano indimenticabili
perché ad un certo punto
un regista – o il Cinema – li aveva usati
per compiere impudentemente
un atto d’amore verso se stesso.
Serge Daney

la vénus à la fourrureE mentre te ne stai lì, lasciandoti pigramente ingannare da schermaglie di piccolo cabotaggio, sognando al riparo delle semplici e solide certezze che ti sei costruito, vieni travolto da una creatura furiosa e affascinante, che smaschera le debolezze che così minuziosamente avevi nascosto, e ti risveglia dal molle torpore in cui ti eri adagiato. La straordinaria creatura che ti invade la mente e gli occhi è La vénus à la fourrure di Roman Polanski, geniale film che sta allo spettatore come, sulla scena, Vanda sta a Thomas.

In un teatro parigino, al termine di una giornata di audizioni fallimentari, Thomas (un immenso Mathieu Amalric), “adattatore” del romanzo Venere in pelliccia (1870) di Leopold von Sacher-Masoch per una pièce teatrale di cui è anche regista, si ritrova davanti Vanda (Emmanuelle Seigner, sublime), un’attrice apparentemente volgare, ignorante e pronta a tutto per ottenere la parte, che assai rapidamente si trasforma in un seducente e spietato angelo sterminatore.

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