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A fábrica de nada di João Matos, Leonor Noivo, Luisa Homem, Pedro Pinho, Tiago Hespanha, diretto da Pedro Pinho
con José Smith Vargas, Carla Galvão, Njamy Sebastião, Joaquim Bichana Martins, Danièle Incalcaterra, Hermínio Amaro, João Santos Lopes, Paulo Vitorino, Rui Ruivo, António Cajado Santos, Zé Pedro, Arlindo Miguel, Boris Nunes, Euclides Furtado, Fernando Lopes

Molto spesso i grandi film donano una pista allo spettatore già nella prima scena. A fábrica de nada, in competizione ufficiale al Festival de Sevilla 2017, si apre con una coppia che sta facendo l’amore appassionatamente ma viene bruscamente interrotta da una telefonata che lascia attonito Zé, uno dei protagonisti del film, che abbandona il letto e si precipita al lavoro. La fabbrica nella quale lavora chiude senza preavviso. I costi in Portogallo sono eccessivi, meglio delocalizzarla altrove.

Cosa mostra dunque questa prima scena? Semplicemente che il lavoro (e soprattutto la sua perdita) invade la vita privata delle persone. Un altro film presentato quest’anno, Colo di Teresa Villaverde, affronta la disgregazione familiare a partire dalla crisi economica.

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Nocturama di Bertrand Bonello con Finnegan Oldfield, Vincent Rottiers, Hamza Meziani, Manal Issa, Martin Guyot, Jamil McCraven, Rabah Naït Oufella, Laure Valentinelli, Ilias le Doré, Robin Goldbromm, Luis Rego, Hermine Karagheuz, Adèle Haenel

nocturama-1Che Nocturama di Bertrand Bonello avrebbe creato un certo scalpore alla sua uscita nelle sale francesi, lo scorso 7 settembre, lo si era intuito già da qualche mese. Progetto al quale il regista lavorava dal 2010, il film avrebbe dovuto intitolarsi ironicamente Paris est une fête, riecheggiando lo splendido romanzo di Ernest Hemingway, A Moveable Feast (Festa mobile), ma a seguito degli attentati del 13 novembre 2015 la produzione, d’accordo con il regista, decide di cambiare titolo nel più cupo e evocativo Nocturama. A metà aprile di quest’anno, quando viene reso noto il programma del Festival di Cannes, coglie un po’ tutti di sorpresa non vedere Bonello né in competizione ufficiale, dove solitamente è di casa, e nemmeno in sezioni parallele come la Quinzaine des réalisateurs. Il film è stato visto dai selezionatori ma Thierry Frémaux in conferenza stampa rimane vago coi giornalisti che chiedono spiegazioni, lasciando intendere che forse, il film, non l’ha visto. Édouard Waintrop, da parte sua, rifiuta il film alla Quinzaine, ritenendo il contenuto politico inaccettabile. Se da un lato è comprensibile la volontà di Frémaux di preservare il clima allegro e un po’ circense di Cannes, senza intaccarne il glamour con le polemiche che un film del genere avrebbe portato con sé, dall’altra parte è interessante osservare come la critica si sia divisa in queste settimane tra chi considera Nocturama un capolavoro, come Jean-François Rauger su “Le Monde” (“Un grande film si riconosce dalla sua capacità di portare a un alto grado di fusione diverse caratteristiche essenziali e contraddittorie del cinema: rendere le idee sensibili e filmare corpi in movimento, produrre pensiero e catturare la realtà visibile”), e chi trova sia un film deludente e mancato, come Gaspard Nectoux su “Les Cahiers du Cinéma” (“Il cinema francese lotta ancora contro il suo vuoto politico”).

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