Questa recensione è uscita su Cineforum.it.

Xi You (Journey to the West) di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng, Denis Lavant

journey to the west 1Che Michelangelo Antonioni fosse un nume tutelare per Tsai Ming-liang era noto fin dalle prime opere (e per stessa ammissione del regista). Forse per questo di fronte allo straordinario Xi Jou (Journey to the West) vengono in mente, senza nemmeno troppi voli pindarici, un paio di lavori del regista ferrarese.

Xi Jou si apre col volto di un uomo (Denis Lavant) che respira lentamente, mentre il suo viso irregolare e magnetico riempie lo schermo. Poco dopo l’inquadratura cambia e il profilo di Lavant si staglia davanti a una montagna, come se anche il suo viso fosse un paesaggio. A questo punto non è difficile pensare al ciclo Le montagne incantante, in cui Antonioni, dopo aver disegnato dei volti sulla carta, li strappava e faceva degli ingrandimenti fotografici dei singoli pezzi (grazie alla tecnica della latensificazione, ossia del blow up), e quei contorni frastagliati diventavano montagne, rupi, strapiombi.

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