cannes: carol

1 giugno 2015

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Carol di Todd Haynes con Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Sarah Paulson, Cory Michael Smith, Jake Lacy, Carrie Brownstein, John Magaro, Giedre Bond

carol 1Che senso ha fare un film sull’attrazione, congelandolo a congegno esteticamente perfetto, ma privo di qualsiasi sussulto, senza alcuna empatia, svuotato dell’erotismo che, normalmente, lega due corpi incapaci di stare lontani l’uno dall’altro? Todd Haynes è un regista lontanissimo dal cinema di desiderio. Da anni si impegna in operazioni di messa in teca e formaldeide di melodrammi (basti pensare a Far From Heaven, 2002) che del meló anni ’50 riprendono unicamente l’estetica, i colori, il décor.

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The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Favreau, Jean Dujardin, Cristin Milioti, Jon Bernthal, Ethan Suplee, Shea Whigham, Spike Jonze, Ben Leasure, Michael Jefferson, Chris Riggi, Joanna Lumley, J.C. MacKenzie, Christine Ebersole, Matthew Rauch

A Rat Became the Unit of Currency1
Zbigniew Herbert

the wolf of wall street 1Il cortocircuito che si crea tra lo spettatore e Jordan Belford, il protagonista di The Wolf of Wall Street, é qualcosa che ha a che fare senza dubbio col piacere fisico, ma che si fonda sulla scomparsa del Reale2. Jordan è un giovane broker, ambizioso e avido di denaro, arrivato a Wall Street alla vigilia del lunedì nero del 1987. Ma soprattutto è un grande performer. Il suo lavoro è una costante messa in scena, durante la quale, come un imbonitore dotato di enorme talento, racconta vere e proprie favole ai malcapitati che decidono di affidargli i loro risparmi nella speranza di diventare ricchi. Il denaro, che i suoi clienti non vedranno mai, poichè, giunto il momento di riscuoterlo, sarà prontamente reinvestito in un nuovo affare, in una nuova situazione, in modo tale da non farlo mai diventare “reale”, servirà invece al protagonista per acquistare la scenografia della sua ulteriore messa in scena, quella della sua vita che, chiudendo il cerchio, non è altro che un’appendice del suo lavoro, in una specie di osmosi perpetua tra tempo libero e tempo lavorativo.

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