The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson con Ralph Fiennes, Tony Revolori, Saoirse Ronan, F. Murray Abraham, Jude Law, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Mathieu Amalric, Edward Norton, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Bill Murray, Jason Schwartzman, Owen Wilson, Léa Seydoux, Bob Balaban

In superficie era un mondo di bambole,
con le stelle di carta colorata e le candeline.
La montagnola dell’anteparadiso era in fondo al cortile
e c’era sopra un’acacia (…).
Lì in quei rami sgocciolanti,
figurandoseli carichi di candeline e mezzipanetti di pan d’oro,
si vedeva in controluce com’era fatto il paradiso.

Luigi Meneghello, Libera nos a Malo

the grand budapest hotel 1Quando si guarda un film non ci si dovrebbe mai chiedere quanto di biografico c’è nell’opera, poiché si rischia sempre di scivolare in sciocche forme di psicoanalisi spiccia, che non rendono giustizia né al regista, né tanto meno alla pellicola. Eppure, in alcuni casi, la storia personale, intima, dell’autore, non fa che incrociarsi con quello che viene messo in scena, e senza di essa si capirebbe ben poco di quel che si sta guardano, o comunque se ne perderebbero le sfumature più dolorose e sincere.

Della biografia di Wes Anderson non so un granché. Mi limito a aver visto i suoi film, realizzati da una persona che, durante l’infanzia, sembra aver passato molto tempo per conto suo, o dotata di una sensibilità così spiccata da capire cosa voglia dire per un bambino giocare spesso da solo.

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The Great Gatsby (Il grande Gatsby) di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Elizabeth Debizcki, Isla Fisher, Jason Clarke, Amitabh Bachchan  

Side Effects (Effetti collaterali) di Steven Soderbergh con Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Vinessa Shaw

Spring Breakers di Harmony Korine con Vanessa Hudgens, Selena Gomez, James Franco, Ashley Benson, Rachel Korine

The Bling Ring di Sofia Coppola con Emma Watson, Katie Chang, Israel Broussard, Claire Julien, Taissa Farmiga, Georgia Rock, Leslie Mann

the-great-gatsby-1Dopo aver visto qualche giorno fa The Great Gatsby, nella versione in 3D di Baz Luhrmann, i pensieri si sono rincorsi, collegando, anche in maniera un po’ azzardata, la pellicola tratta dal capolavoro di Francis Scott Fitzgerald a una serie di film che sembrano forse aver poco a che fare tra loro: Side Effects di Steven Soderbergh, Spring Breakers di Harmony Korine e The Bling Ring di Sofia Coppola. Eppure solo dalla disgregazione narrata (e mostrata) in The Great Gatsby possono prender vita le altre tre opere. “Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte”.

 

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