Continuando a pensare, a distanza di settimane dalla proiezione veneziana, al magnifico Pasolini di Abel Ferrara (di cui ho già scritto) e alla luce di numerose obiezioni, critiche e, forse, incomprensioni che la visione di questo film ha scatenato, riporto qui alcuni pensieri (già espressi di getto in una accesa discussione in Internet), che probabilmente fungono da risposta a quanto letto e sentito finora.

dafoe ferrara 1Ferrara ha fatto l’unica dichiarazione d’amore possibile a quello che considera non solo un ispiratore, un mentore, ma soprattutto un “fratello”, cioè si è fatto carico di quel che è rimasto incompiuto cercando di dargli una forma che fosse coerente non tanto stilisticamente (qualcuno ha detto “ma Pasolini non avrebbe mai girato Porno-Teo-Kolossal in quel modo”, no, infatti non l’ha girato lui ma Ferrara pasolini 1che non ha cercato di fare un’imitazione…) ma che mettesse in luce ciò che per entrambi è il filtro di tutto: il corpo. Ferrara sa benissimo che per Pasolini (come per se stesso e il suo cinema) il corpo è al centro di ogni esperienza, anche quella letteraria o artistica, perché è pulsionale e la pulsione genera ossessione e l’ossessione è quel che muove sia Ferrara che Pasolini.

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inglourious basterds

14 ottobre 2009

Inglourious Basterds di Quentin Tarantino con Brad Pitt, Christoph Waltz, Eli Roth, Mélanie Laurent, Diane Kruger, Daniel Brühl, Til Schweiger, Michael Fassbender, B.J. Novak, Samm Levine, Mike Myers, Julie Dreyfus, August Diehl, Gedeon Burkhard, Richard Sammel

inglourious-basterdsInglourious Basterds è tra le più belle dichiarazioni d’amore fatte al cinema. Un autentico monumento al potere della settima arte, a cui il regista è totalmente soggiogato ma che, al tempo stesso, con profonda padronanza, riesce a dominare. Questo multiforme e magmatico fiume, sempre a rischio di tracimare, custodisce infatti nel suo alveo più di cent’anni di cinematografia mondiale – La corazzata Potëmkin e Sentieri selvaggi, Georg W. Pabst e Sergio Leone, L’ultimo metrò e Quella sporca dozzina, Leni Riefenstahl e Russ Meyer, L’armata Brancaleone e i B movies – presentandosi tuttavia come un ordigno (esplosivo) dalla meccanica perfetta: nessuna sbavatura, ritmo senza cedimenti, sequenze da antologia.

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