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Profondo rosso di Dario Argento con David Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Macha Méril, Giuliana Calandra, Clara Calamai, Eros Pagni, Nicoletta Elmi

profondo rosso 1Pochi film hanno la potenza evocativa di Profondo rosso (1975, restaurato in occasione del suo prossimo quarantennale, e proiettato al 32. Torino Film Festival), insinuandosi nell’immaginario di chiunque abbia avuto l’occasione di vederlo in maniera definitiva. Il capolavoro di Dario Argento non ha perso nemmeno un briciolo del suo magnetismo, anzi, a una seconda, terza, decima visione continua a acquistare fascino. Come il protagonista alla fine del film non riesce a smettere di guardare, terrorizzato e sconvolto, la profondo rosso 2pozza di sangue nella quale si specchia, lo spettatore é incapace di distogliere gli occhi dallo schermo, come se, a sua volta, lo schermo lo ri-guardasse.

Profondo rosso é, in effetti, non solo un’opera capitale per il genere thriller/horror (chi ha fatto cinema successivamente non può non tenerne conto), ma una delle più sorprendenti riflessioni sullo sguardo e sul cinema, sulla meccanicità dello sguardo (e della ripresa cinematografica) e su quel che sfugge a questa ripetizione macchinica.

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Nova Dubai di Gustavo Vinagre con Gustavo Vinagre, Bruno D’ugo, Hugo Guimarães, Fernando Maia, Herman Barck, Caetano Gotardo, Daniel Prates

nova dubai 1Di fronte al paesaggio devastato da palazzoni e nuovi grattacieli, anonimi dormitori in costruzione, la riappropriazione dello spazio passa attraverso il corpo, unica arma a disposizione per occupare un territorio, con i propri umori, il proprio desiderio. Il protagonista vaga nel quartiere della sua infanzia, irriconoscibile e deturpato, un enorme cantiere a cielo aperto. Trascorre le sue giornate col compagno, chiacchierando con un amico poeta che vorrebbe suicidarsi, incrociando un altro amico ossessionato dal cinema horror, e trovando nel sesso una via di liberazione.

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One Cut, One Life di Ed Pincus, Lucia Small con Ed Pincus, Lucia Small, Jane Pincus

one 1Qual è il limite per un regista? Fino a dove può arrivare a mostrare la realtà? A che punto, all’interno di un documentario sulla vita e sulla morte di un uomo, sull’esistenza di chi vive con lui, ci si deve fermare?

Quando Ed Pincus, figura capitale del cinema documentario, scopre di avere una grave malattia che in breve lo porterà a sviluppare la leucemia, decide di filmare il tempo che gli resta in un ultimo film con Lucia Small, con cui aveva già collaborato in passato.

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Abacuc di Luca Ferri con Dario Bacis

Tre ordini di simulacri si sono succeduti dopo il Rinascimento, parallelamente alle mutazioni della legge del valore:
– La contraffazione è lo schema dominante dell’epoca «classica», dal Rinascimento alla rivoluzione industriale.
– La produzione è lo schema dominante dell’era industriale.
– La simulazione è lo schema dominante della fase attuale retta dal codice.
Il simulacro di primo ordine specula sulla legge naturale del valore, quello di secondo ordine sulla legge mercantile del valore, quello di terzo ordine sulla legge strutturale del valore.
Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte

abacuc 1Abacuc è un personaggio alieno e umanissimo, appartenente a un’umanità terminale, ultimo superstite in un territorio sfinito, fatto di cimiteri e parchi tematici, ruderi e voci registrate che ripetono all’infinito messaggi slegati e privi di connessione logica. In un certo senso è il testimone giunto al termine della Storia: nessuno parla con lui, lui non parla con nessuno, non c’è contrapposizione. Tutto è bloccato, stremato, reiterato. Forse la sua presenza non è nemmeno reale, ma una specie di riflesso sbiadito di un tempo che è stato e che non è più, come se dell’uomo rimanesse un’eco, simile a quella delle voci dei morti che si sovrappongono e confondono senza dire nulla. Anche il passato è scomparso.

La voce della Marchesa di Montetristo, che annuncia, tra le altre cose, la morte di Igor’ Stravinskij altro non è che la simulazione della voce di una persona: non ha tono, non ottiene risposta, dice frasi sconnesse, che una voce maschile ripete in inglese, con piccole variazioni prive di importanza.

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It Follows di David Robert Mitchell con Maika Monroe, Keir Gilchrist, Daniel Zovatto, Olivia Luccardi, Lili Sepe, Jake Weary

it followsChe il teen-horror americano sia un genere sessuofobo – rispecchiando il rapporto contraddittorio che la società americana ha col corpo – non é una novità. Il canovaccio tende a ripetersi, con la giovane coppia che, in riva al lago o appartata in un bosco oppure nella stanza dei genitori assenti, fa l’amore poco prima di essere trucidata dall’assassino di turno. Da quel momento il sesso viene bandito per il resto del film. In piena età postmoderna, dove molti hanno mischiato i codici, smascherandone i meccanismi – in questo senso rimane paradigmatico, per l’ironico smembramento del modello, Scream 4 (2011) di Wes Craven -, dopo un primo momento di esaltazione collettiva, in cui il gioco combinatorio sembrava non dover finire mai, é sopraggiunta una certa stanchezza a indagare il genere (divenuto genere a sua volta), riducendo l’immaginario che lo alimentava a un pianetino asfittico e moribondo.

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classifica 2013!?!

3 gennaio 2014

Non mi era mai capitato di scrivere una classifica dei migliori film dell’anno. O di fare classifiche in generale, perché poi mi scordo sempre qualcosa, mi pento dell’ordine, ci ripenso. Però le ho sempre trovate spassose, e ho sempre letto quelle degli altri con curiosità e divertimento. Mi ha fatto quindi piacere la richiesta che Cineforum.it ha fatto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2013 (quelli che più abbiamo amato, per svariati motivi), dei 3 migliori film visti ai festival, in dvd, ecc., e delle 3 delusioni. Mi son messa a ragionarci un po’ su e è venuta fuori una piccola lista (non senza dubbi su cosa inserire o meno). Di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo in alcuni periodi…

P.S.: Pur avendoli visti nel 2012, rispettivamente al Festival di Torino e alla Mostra del Cinema di Venezia, ho deciso di inserire anche Holy Motors e The Master, non solo perché sono comunque usciti in sala nel 2013, ma anche per la loro forza visiva e immaginifica che mi ha accompagnato per mesi.

Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2013, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2013; le singole classifiche dei migliori film visti nel 2013 ma non ancora distribuiti nelle sale italiane; le singole classifiche delle delusioni cinematografiche 2013). Sotto, le mie – le piccole differenze tra questa versione e quella apparsa su Cineforum.it dipendono solo dall’aver introdotto qui degli ex aequo (molti, per la verità) che, per ragioni di chiarezza o più semplicemente di regole tali da rendere la classifica di ognuno omogenea con quelle degli altri, non potevano essere inseriti dall’altra parte.

I 10 migliori film usciti in sala:

1) Holy Motors di Leos Carax

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