Questo testo è uscito sul numero 543 di Cineforum.

Inherent Vice di Paul Thomas Anderson con Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon, Benicio Del Toro, Martin Short, Jena Malone, Joanna Newsom, Maya Rudolph, Eric Roberts, Serena Scott Thomas, Jordan Christian Hearn, Hong Chau, Sasha Pieterse, Michael K. Williams, Jeannie Berlin, Sam Jaeger, Steven Wiig, Jefferson Mays, Martin Donovan, Michelle Anne Sinclair

Will your restless heart come back to mine
on a journey through the past?

Neil Young, Journey Through the Past

inherent vice 1E come sa ogni romantico che si rispetti l’unica arma che l’innamorato ha in suo possesso per tenere presso di sé l’oggetto, ormai perduto, del suo amore, è mescolare i ricordi con l’invenzione. Si tratta in fondo di un puzzle a cui mancano delle tessere e quelle a disposizione mostrano bordi non perfettamente coincidenti con le piccole isole vuote, sparse qua e là, portando il poveraccio che si è impegnato in tale meticolosa impresa o a buttare tutto all’aria o a forzare i tasselli rimasti in perimetri simili, ma non combacianti. “Arrivò dal vicolo e salì i gradini sul retro, come sempre. Doc non la vedeva da più di un anno. Né Doc né nessun altro. Prima vestiva immancabilmente in sandali, slip di bikini a fiori e maglietta stinta di Country Joe & the Fish. Stasera invece era tutta in stile-terraferma, i capelli molto più corti di come lui li ricordava e, insomma, combinata proprio come, ai tempi, giurava non si sarebbe mai conciata”.

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Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Pasolini di Abel Ferrara con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Adriana Asti, Maria de Madeiros, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Giada Colagrande, Francesco Siciliano, Roberto Zibetti, Damiano Tamilia

To do a dangerous thing with style is what I call art
Style, Charles Bukowski

pasolini 1Impresa ardua evitare il ridicolo in una dichiarazione d’amore, così strabordante di retorica, banale nella ripetizione di modelli e stili, sempre identici, tanto per non sbagliare. L’unico modo per scongiurare la goffaggine e la mediocrità del gesto è il rischio. Rischiare la caduta rovinosa non curandosi delle conseguenze, non per imprudenza ma per temerarietà, rende l’impresa sublime. Il film di Abel Ferrara è forse la più appassionata e coraggiosa dichiarazione d’amore fatta da un autore a un altro autore, riconosciuto come mentore, ispiratore e “fratello”. Pier Paolo Pasolini è l’intellettuale di cui tutti si sono appropriati dopo la morte, stravolgendone il pensiero, piegando con malafede il senso delle sue parole, facendone un santino buono per tutte le stagioni, edulcorandone pulsioni e indole.

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