Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Rompicapo a New York di Cédric Klapisch con Romain Duris, Audrey Tautou, Cécile De France, Kelly Reilly, Sandrine Holt, Margaux Mansart, Pablo Mugnier-Jacob, Flore Bonaventura, Benoît Jacquot, Jochen Hägele, Amin Djakliou, Clara Abbasi, Li Jun Li, Sharrieff Pugh, Peter McRobbie, Jason Kravits, Byron Jennings, Peter Hermann

rompicapo a new york 1Che senso ha portare avanti uno schema, già zoppicante al primo episodio, per altre due puntate? Dopo L’appartamento spagnolo (2002) e Bambole russe (2005), che certo non brillava per ritmo e originalità, Cédric Klapisch decide di riprendere le avventure di Xavier, Isabelle, Martine e Wendy, ormai alla soglia dei quaranta, con figli a carico, relazioni fallimentari alle spalle, traslochi in altre città.

Ne esce un film noioso, inutile, vacuo e privo di guizzi. Non è semplice riprendere lo stesso personaggio/gli stessi personaggi per più film, a meno che non si tratti di film con supereroi (e anche in quel caso non sempre il risultato è all’altezza delle aspettative) oppure opere di registi particolarmente talentuosi.

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hereafter

31 gennaio 2011

Il mondo dei fantasmi è quello che non abbiamo finito di conquistare;
è il mondo del passato, mai quello dell’avvenire.
Progredire avvinghiandosi al passato
è come trascinarsi dietro una palla e una catena.

Henry Miller

Hereafter di Clint Eastwood con Matt Damon, Cécile De France, George McLaren, Frankie McLaren, Bryce Dallas Howard

Come spesso accade nei film di Clint Eastwood, lo spirito che pervade la pellicola, così come le umanità che la abitano, non vengono rivelate dalla sceneggiatura – questa volta a firma di Peter Morgan – ma dai dettagli della messa in scena. Lungi dall’essere un’opera sull’aldilà, Hereafter è una dolorosa riflessione sul rapporto dicotomico tra realtà – come costruzione posticcia dell’esistenza – e immaginazione, irresistibile e misteriosa, forza sovvertitrice dell’impianto fittizio di tutta una vita e, al tempo stesso, cura del trauma, tentativo di comprendere l’esperienza del trovarsi sbalzati fuori dal mondo, gettati tra le nude cose1.

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