Questo testo è uscito su Cineforum.it

Ryūichi Sakamoto: async at The Park Avenue Armory di Stephen Nomura Schible

Sakamoto

Nel 2017 Ryūichi Sakamoto pubblica il suo nuovo, splendido, disco, async, cioè “fuori sincrono”. Un’opera che risente della malattia di Sakamoto – al quale era stato diagnosticato un tumore alla gola circa 4 anni fa – ma in cui si percepisce in maniera netta, benché difficile da spiegare, l’enorme dignità col quale il compositore affronta l’idea della morte e di conseguenza la vita.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio con Pier Giorgio Bellocchio, Roberto Herlitzka, Lidiya Liberman, Filippo Timi, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher, Federica Fracassi, Toni Bertorelli, Elena Bellocchio, Ivan Franek, Patrizia Bettini, Sebastiano Filocamo, Alberto Bellocchio, Alberto Cracco, Bruno Cariello

45 Years di Andrew Haigh con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James, Dolly Wells, David Sibley, Sam Alexander, Richard Cunningham, Hannah Chambers, Camille Ucan, Rufus Wright, Max Rudd, Paul Goldsmith, Charles Booth, Peter Dean Jackson

Reflect what you are, in case you don’t know
Lou Reed, I’ll Be Your Mirror

sangue del mio sangue 1A distanza di un mese uno dall’altro, sono usciti in sala due film diversissimi tra di loro, Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio e 45 Years di Andrew Haigh. Estremamente interessante e doloroso il secondo, magnifico e totalmente libero il primo, probabilmente una delle pellicole più potenti dell’anno.

Sangue del mio sangue, pur apparentemente diviso in due blocchi distinti, trova la sua compattezza nella complessa stratificazione di motivi che si intrecciano e fondono, come in una partitura musicale. Si potrebbe affrontare l’analisi ironica, con punte che toccano la farsa, dell’Italia contemporanea, retta da un coro di fantasmi, di morti che camminano, perché in fondo, in questo Paese, “comandano i morti” come diceva Smamma (Gianni Cavina) al protagonista de Il regista di matrimoni (2006).

Leggi il seguito di questo post »

boyhood

23 ottobre 2014

Boyhood di Richard Linklater con Ellar Coltrane, Lorelei Linklater, Patricia Arquette, Ethan Hawke

Il passato non è ciò che è scomparso
ma ciò che ci appartiene.
Ciò che ci appartiene
sono i nostri ricordi insieme.
Ismaël Vuillard1

boyhood 1Cos’è il tempo? È possibile fermarlo? Forse è possibile fissarne degli istanti, che si staccano dal correre continuo degli eventi, e se ne stanno lì, sospesi, nella memoria, a fluttuare. Non sono quasi mai momenti importanti, episodi che “hanno cambiato la vita” di qualcuno. Si tratta sempre di dettagli, felici o meno, di avvenimenti per lo più insignificanti. Tra le sequenze più belle di un film straordinario come The Tree of Life di Terrence Malick ci sono quelle che riguardano i giochi del protagonista da ragazzino coi fratelli e la madre. La stagione non può che essere l’estate, quella profonda, afosa, infinita, attraversata da una corsa perpetua, inframezzata dal particolare della donna che si pulisce la caviglia sporca d’erba, dei bambini che scherzano nella vasca da bagno con una lucertola, che osservano con meraviglia le fronde di un albero.

Leggi il seguito di questo post »

In occasione dell’uscita in sala di Nymphomaniac di Lars von Trier, Cineforum.it ha chiesto ai suoi collaboratori un testo che trattasse la rappresentazione della sessualità e dell’erotismo al cinema. Si poteva scegliere di affrontare un film, una scena, una sequenza, un’immagine. Io ho scelto Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, sia perché è uno dei film che amo di più, sia perché continuo a trovarlo, a distanza di tempo, una delle opere più potenti e disarmanti sull’essere umano. Questo è il mio testo.

Solo l’erotismo ha il potere,
nel silenzio della trasgressione,
d’introdurre gli amanti in quel vuoto
in cui il balbettare stesso è sospeso,
in cui non c’è più parola concepibile,
in cui l’amplesso non significa più solo l’altro,
ma l’assenza di fondo e di limiti dell’universo.

Georges Bataille

ultimo tango a parigi 1In quale momento della propria esistenza l’essere umano diventa la costruzione sociale di se stesso? Dalla nascita? Da quando inizia a parlare? Da quando dà un nome alle cose? E in quale momento torna a essere solo se stesso? Durante l’orgasmo e quando muore. “L’erotismo è, nella coscienza dell’uomo, ciò che mette il suo essere in questione” (G. Bataille). In pochi istanti tutto svanisce. Svanisce il passato, e con lui le città attraversate, i dolori sopportati, gli incontri fatti, le parole dette, gli impegni da portare a termine, gli obblighi mantenuti e le promesse disattese. Scompare il mondo. “Ci incontriamo qui senza sapere cosa facciamo fuori di qui” “Perché?” “Perché qui non abbiamo bisogno di nomi” dice Paul a Jeanne, compiendo un atto forse anarcoide, di certo poetico, e permettendo a entrambi, benché per poco, di vivere altrove. L’appartamento vuoto di Passy, in cui i due si incontrano per fare l’amore, è come un utero che li accoglie e li protegge, un luogo dove i due possono essere semplicemente un uomo e una donna: “Divertente! È come giocare ai grandi. Mi sembra di tornare bambina!”.

Leggi il seguito di questo post »

berlinale 5: boyhood

27 febbraio 2014

Boyhood di Richard Linklater con Ellar Coltrane, Lorelei Linklater, Patricia Arquette, Ethan Hawke

Il passato non è ciò che è scomparso
ma ciò che ci appartiene.
Ciò che ci appartiene
sono i nostri ricordi insieme.
Ismaël Vuillard1

boyhood 1Cos’è il tempo? È possibile fermarlo? Forse è possibile fissarne degli istanti, che si staccano dal correre continuo degli eventi, e se ne stanno lì, sospesi, nella memoria, a fluttuare. Non sono quasi mai momenti importanti, episodi che “hanno cambiato la vita” di qualcuno. Si tratta sempre di dettagli, felici o meno, di avvenimenti per lo più insignificanti. Tra le sequenze più belle di un film straordinario come The Tree of Life di Terrence Malick ci sono quelle che riguardano i giochi del protagonista da ragazzino coi fratelli e la madre. La stagione non può che essere l’estate, quella profonda, afosa, infinita, attraversata da una corsa perpetua, inframezzata dal particolare della donna che si pulisce la caviglia sporca d’erba, dei bambini che scherzano nella vasca da bagno con una lucertola, che osservano con meraviglia le fronde di un albero.

Leggi il seguito di questo post »

io e teamour

21 novembre 2012

Io e Te di Bernardo Bertolucci con Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Veronica Lazar, Pippo Delbono, Tommaso Ragno

Amour di Michael Haneke con Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert, Alexandre Tharaud

Circa un mese fa sono usciti nella sale italiane due film opposti e speculari: Io e Te di Bernardo Bertolucci e Amour di Michael Haneke.

Il primo, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, racconta l’incontro-scontro tra Lorenzo – un quattordicenne problematico che, invece di partire per la settimana bianca con la scuola, come ha fatto credere ai genitori, si nasconde in cantina – e Olivia, la sorellastra tossicodipendente, in cerca di un posto dove provare a disintossicarsi.

Il secondo, invece, narra di una coppia di anziani, Georges e Anne, alla prese con la malattia della donna, che paralizza i suoi arti e mina la sua mente, e con la conseguente perdita d’identità agli occhi del marito.

Leggi il seguito di questo post »