Locarno 2017: Mrs. Fang

8 dicembre 2017

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Mrs. Fang di Wang Bing
Concorso Internazionale

Inutile girarci intorno, un grande regista lo si vede da come usa la macchina da presa, da cosa sceglie di mostrare e di lasciare fuori campo.

Mrs. Fang è la storia di un’agonia, quella di una donna, nemmeno troppo anziana, 75 anni, a cui, otto anni prima è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. Dopo essere stata curata per lungo tempo in ospedale, risultando le cure ormai inefficaci, viene rimandata a casa presso i familiari, dove trascorrerà gli ultimi mesi della sua vita.

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9 Doigts di F. J. Ossang / Lucky di John Carroll Lynch / Milla di Valérie Massadian / As Boas Maneiras di Marco Dutra e Juliana Rojas

Non è semplice parlare di un film quando questi risulta essere un bellissimo oggetto cinefilo, ma senza provocare alcuna emozione, nessun sussulto.

Passata l’ondata postmoderna, o meglio la novità deflagrante che questa portava con sé, negli ultimi anni, anche in letteratura si è ricominciato a parlare di ritorno al realismo. Ora, sempre che sia di qualche interesse distinguere in due macro-categorie di questo tipo qualsiasi opera d’arte, letteraria o cinematografica, c’è da chiedersi quanto il postmoderno abbia ancora da dire, se ridotto a puro gioco combinatorio.

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Verão Danado di Pedro Cabeleira

con Pedro Marujo, Ana Valentim, Lia Carvalho, Daniel Viana
Festival del Film Locarno – Cineasti del Presente

Moving as in a trance
destination did not matter…

Mr. G – Pause 4 Thought “With You” feat. Garfield King

Per chi ha vissuto anche solo la coda del ‘900, gli ultimi decenni del Secolo Breve, non volendosi allineare all’ordine orrendo, due erano le vie da percorrere: fight the system e fuck the system.

Mentre la prima veniva sostenuta da una logica e una razionalità ferree, dalla lettura di testi fondamentali che fungevano da basi teoriche, dalla partecipazione all’attività politica, fino a arrivare alla messa in pratica di una strategia ben precisa e alla lotta, la seconda, portava con sé la carica sovversiva (e di resistenza) di un radicale cambio di frame: io non lotto contro il tuo sistema, non entro nel tuo gioco, lo saboto dall’esterno, alzando il dito medio e tirandomene fuori.

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Lutte Jeunesse di Thierry de Peretti (Histoires de Portrait) e Braguino di Clément Cogitore (Compétition Internationale)

FID Marseille 2017

Tra le visioni più sorprendenti del FID Marseille, oltre alla notevole opera prima firmata da Charlotte Serrande, 1048 Lunes, due film svelano con estrema precisione il legame di un popolo – numeroso o sparuto che sia – con la propria appartenenza alla terra di origine.

Lutte Jeunesse di Thierry de Peretti e Braguino di Clément Cogitore, pur affrontando in maniera sostanzialmente differente il sentimento di identificazione degli uomini col proprio territorio – “io sono la terra che abito” – ne mostrano con intelligenza il lato anti-sistemico, ribelle, in totale opposizione alla globalizzazione, non solo economica, ma soprattutto culturale.

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1048 Lunes di Charlotte Serrand

FID Marseille – Compétition Premier Film – Histoires de Portrait

con Charlotte Bayer-Broc, Françoise Lebrun, Carmen Leroi, Noémie Lothe, Noémie Marignier

Tre giovani donne attendono il ritorno dei loro compagni, partiti per la guerra di Troia e mai più rientrati.

Passano le giornate scrutando il mare, scrivono lunghissime lettere che nessuno leggerà, tessono tele in maniera minuziosa, annodano reti. Sono sole, la loro esistenza è riempita da una mancanza, che cadenza il tempo e dona un senso alle loro vite. I loro corpi, completamente coperti dalle tuniche, sembrano dover scomparire, necessari soltanto a accogliere l’eroe, o naturale richiamo al desiderio quando i nomi degli uomini, urlati verso il mare, non ottengono risposta.

La condivisione del dolore, l’incontro con una cacciatrice e quello con Penelope, a sua volta in attesa di Ulisse, permettono alle tre ragazze di creare un piccolo collettivo e finalmente agire.

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Sarah Winchester – Opéra fantôme di Bertrand Bonello con Marie-Agnès Gillot, Reda Kateb

A reality is just what we tell each other it is.
Sane and insane could easily switch places…
In the Mouth of the Madness
, John Carpenter, 1994

sarah-winchester-opera-fantome-3La prima volta che ci si ritrova dietro le quinte di un palcoscenico si ha l’impressione di essere capitati all’interno di un labirinto: cunicoli, corridoi, fondali non utilizzati appoggiati a un muro che non fanno altro che aumentare la sensazione di spaesamento, porte che sembrano aprirsi sul niente, corde, scale sinuose, fari posizionati in mezzo al passaggio. E mentre chi lavora in teatro si sposta in quegli spazi con la stessa disinvoltura che avrebbe nel salotto di casa propria, il nuovo arrivato continua a sbagliare il percorso per andare ai camerini, ritrovandosi puntualmente di fronte a un muro, nell’ala opposta rispetto a dove dovrebbe essere, domandandosi chi abbia concepito un luogo tanto caotico e complicato.

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Nocturama di Bertrand Bonello con Finnegan Oldfield, Vincent Rottiers, Hamza Meziani, Manal Issa, Martin Guyot, Jamil McCraven, Rabah Naït Oufella, Laure Valentinelli, Ilias le Doré, Robin Goldbromm, Luis Rego, Hermine Karagheuz, Adèle Haenel

nocturama-1Che Nocturama di Bertrand Bonello avrebbe creato un certo scalpore alla sua uscita nelle sale francesi, lo scorso 7 settembre, lo si era intuito già da qualche mese. Progetto al quale il regista lavorava dal 2010, il film avrebbe dovuto intitolarsi ironicamente Paris est une fête, riecheggiando lo splendido romanzo di Ernest Hemingway, A Moveable Feast (Festa mobile), ma a seguito degli attentati del 13 novembre 2015 la produzione, d’accordo con il regista, decide di cambiare titolo nel più cupo e evocativo Nocturama. A metà aprile di quest’anno, quando viene reso noto il programma del Festival di Cannes, coglie un po’ tutti di sorpresa non vedere Bonello né in competizione ufficiale, dove solitamente è di casa, e nemmeno in sezioni parallele come la Quinzaine des réalisateurs. Il film è stato visto dai selezionatori ma Thierry Frémaux in conferenza stampa rimane vago coi giornalisti che chiedono spiegazioni, lasciando intendere che forse, il film, non l’ha visto. Édouard Waintrop, da parte sua, rifiuta il film alla Quinzaine, ritenendo il contenuto politico inaccettabile. Se da un lato è comprensibile la volontà di Frémaux di preservare il clima allegro e un po’ circense di Cannes, senza intaccarne il glamour con le polemiche che un film del genere avrebbe portato con sé, dall’altra parte è interessante osservare come la critica si sia divisa in queste settimane tra chi considera Nocturama un capolavoro, come Jean-François Rauger su “Le Monde” (“Un grande film si riconosce dalla sua capacità di portare a un alto grado di fusione diverse caratteristiche essenziali e contraddittorie del cinema: rendere le idee sensibili e filmare corpi in movimento, produrre pensiero e catturare la realtà visibile”), e chi trova sia un film deludente e mancato, come Gaspard Nectoux su “Les Cahiers du Cinéma” (“Il cinema francese lotta ancora contro il suo vuoto politico”).

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classifica 2015!?!

19 gennaio 2016

Anche quest’anno Cineforum.it ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2015 (quelli che più abbiamo amato). Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2015, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2015). Sotto, le mie – le piccole differenze tra questa versione e quella apparsa su Cineforum.it (come negli anni precedenti) dipendono solo dall’aver introdotto qui degli ex aequo che, per ragioni di chiarezza o più semplicemente di regole tali da rendere la classifica di ognuno omogenea con quelle degli altri, non potevano essere inseriti dall’altra parte. Ho anche stilato una classifica (piena di ex aequo anche questa, ma era davvero impossibile fare altrimenti) dei 3 migliori film visti ai festival, in dvd, serie tv, ecc., e delle 3 delusioni. Infine, di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo in alcuni periodi…

I 10 migliori film usciti in sala:

1 ) Inherent Vice (Vizio di forma) di Paul Thomas Anderson

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Questo testo è uscito sul numero 543 di Cineforum.

Inherent Vice di Paul Thomas Anderson con Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon, Benicio Del Toro, Martin Short, Jena Malone, Joanna Newsom, Maya Rudolph, Eric Roberts, Serena Scott Thomas, Jordan Christian Hearn, Hong Chau, Sasha Pieterse, Michael K. Williams, Jeannie Berlin, Sam Jaeger, Steven Wiig, Jefferson Mays, Martin Donovan, Michelle Anne Sinclair

Will your restless heart come back to mine
on a journey through the past?

Neil Young, Journey Through the Past

inherent vice 1E come sa ogni romantico che si rispetti l’unica arma che l’innamorato ha in suo possesso per tenere presso di sé l’oggetto, ormai perduto, del suo amore, è mescolare i ricordi con l’invenzione. Si tratta in fondo di un puzzle a cui mancano delle tessere e quelle a disposizione mostrano bordi non perfettamente coincidenti con le piccole isole vuote, sparse qua e là, portando il poveraccio che si è impegnato in tale meticolosa impresa o a buttare tutto all’aria o a forzare i tasselli rimasti in perimetri simili, ma non combacianti. “Arrivò dal vicolo e salì i gradini sul retro, come sempre. Doc non la vedeva da più di un anno. Né Doc né nessun altro. Prima vestiva immancabilmente in sandali, slip di bikini a fiori e maglietta stinta di Country Joe & the Fish. Stasera invece era tutta in stile-terraferma, i capelli molto più corti di come lui li ricordava e, insomma, combinata proprio come, ai tempi, giurava non si sarebbe mai conciata”.

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