cannes: as mil e uma noites

15 giugno 2015

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

As mil e uma noites di Miguel Gomes con Joana de Verona, Cristina Alfaiate, Gonçalo Waddington, Carloto Cotta, Adriano Luz, Rogério Samora, Isabel Muñoz Cardoso, Maria Rueff, Teresa Madruga, Luísa Cruz, Margarida Carpinteiro, Diogo Dória, Américo Silva, João Pedro Bénard, Dinarte Branco, Cristina Carvalhal, Tiago Fagulha, Xico Xapas, Bruno Bravo, Louison Tresallet, Lucky

È ora di smetterla di fare film
che parlano di politica.
È ora di fare film
in modo politico.

Jean-Luc Godard

as mil e uma noiteMia madre di Nanni Moretti si apre con una manifestazione di lavoratori di una fabbrica che stanno per perdere l’impiego. La scena si interrompe quasi subito perché Margherita Buy, la regista del film nel film, non è contenta della riuscita della breve sequenza. Quel che la donna sta girando, in balia di una crisi personale, è chiaramente un film brutto e sbagliato, la classica pellicola militante, piena di retorica e di luoghi comuni, che mostra in maniera semplificata la realtà, privandola di conflitti più sottili, scordando che al campo serve un controcampo (come insegna ancora Godard) affinché ci sia dialettica. E serve anche un fuoricampo.

In maniera quasi miracolosa Miguel Gomes riesce a realizzare un film monstre di oltre sei ore in cui campo, controcampo e fuoricampo si parlano ininterrottamente. As mil e uma noites è una specie di oggetto non as mil e uma noite 2identificato, un’opera straordinaria e cangiante, che trova la sua integrità e una sghemba omogeneità grazie alla portata politica del suo progetto – come già avveniva in Tabu (2012) e Redemption (2013), per esempio.

Gomes guarda il Portogallo (in apertura del film viene specificato che As mil e uma noites non è l’adattamento cinematografico dell’opera omonima, di cui viene ripresa solamente la struttura, ma è ispirato ai fatti avvenuti nel Paese tra il 2013 as mil e uma noite 1e il 2014, ossia il piano di austerità messo a punto dal governo portoghese) attraverso la lente caleidoscopica di un immaginario personalissimo e grottesco. Tutti gli episodi che compongono la pellicola non hanno un approdo, rimangono aperti e vengono interrotti dall’inizio della vicenda successiva, totalmente as mil e uma noite 3indipendente dalla precedente. L’esplosione di storie diverse e frammentarie testimoniano la crisi (non solo economica) che sta attraversando l’Occidente, che vede il suo corpo in pezzi (le corps morcelé di cui parla Lacan) come fosse in preda alla schizofrenia. Il film di Gomes è in fondo la ricerca di una narrazione che gli permetta di raccontare la crisi sia privata, che tocca ognuno di noi, e dunque anche lo stesso regista as mil e uma noite 4(all’inizio della prima parte lo si vede scappare dalla sua troupe), sia più generalizzata, e quindi più esplicitamente politica.

Pasolini diceva che “non c’è nulla che non sia politica”: lo è l’ossessione dei banchieri per il proprio pene in erezione, così come lo è la passione di alcuni uomini per il canto degli uccelli (e da questo punto di vista risulta piuttosto significativa l’immagine di un costruttore di as mil e uma noite 10gabbie per volatili che rimane a sua volta intrappolato nella rete che utilizza per il suo lavoro), è politica la fuga di un assassino come lo è un giudice che piange nel pronunciare le sentenze. E soprattutto è politica la scelta di come raccontare una storia, del linguaggio utilizzato. Il rischio in un’opera di questo tipo avrebbe potuto essere lo schematismo del film a tesi: dover dimostrare, episodio dopo episodio, il medesimo as mil e uma noite 5concetto. Gomes fa invece un atto di fede totale nel cinema e nell’immaginario, mischiando tutto, spiazzando di continuo lo spettatore, togliendogli ogni appiglio, costringendolo a abbandonarsi a una narrazione assolutamente originale ma che porta con sé l’eredità di narrazioni passate e condivise. As mil e uma noites è, a suo modo, un film epico, è il tentativo di fare dell’epica oggi, di trovare una forma che as mil e uma noite 8possa contenere il materiale espanso e disorganico di quest’epoca, che possa raccontarlo.

Per concepire un progetto così ambizioso serve molto coraggio e probabilmente anche una buona dose di follia per essere in grado di abbandonarsi alle proprie immaginazioni senza rimanere bloccati dalla paura del fallimento, rischiando di ritrovarsi tra le mani un’opera monca, un giano as mil e uma noite 9bifronte, o peggio un aborto. Miguel Gomes fa, per contro, di questo abbandono il punto di forza, osando la caduta rovinosa e rimanendo invece in equilibrio, come certi funamboli che sulla corda tesa, senza rete, restano sospesi regalando un istante di grazia a chi li sta guardando col cuore in gola.

Annunci

4 Risposte to “cannes: as mil e uma noites

  1. […] Arnaud Desplechin, Mountains May Depart di Jia Zhangke fino al geniale film monstre di Miguel Gomes As mil e uma noites. Eppure le trovate e soprattutto l’immaginazione vivida e cangiante, personalissima di ognuno di […]

  2. […] il regista? Cosa osa? Se confrontato a un’opera folle e coraggiosa, personalissima e sentita come As mil e uma noites di Miguel Gomes verrebbe da dire che Todd Haynes non solo non si lancia, ma tiene già il […]

  3. […] Ex aequo: As mil e uma noites di Miguel Gomes; L’ombre des femmes di Philippe Garrel; Nie yin niang (The Assassin) di Hou […]

  4. […] Ex aequo: Julieta di Pedro Almodóvar, As mil e uma noites (Arabian Nights / Le mille e una notte) di Miguel Gomes, Paterson di Jim […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: