è primavera, svegliatevi bambine: les girls

17 marzo 2015

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Les Girls di George Cukor con Gene Kelly, Kay Kendall, Mitzi Gaynor, Taina Elg

les girlsI film proiettati a mezzanotte, si sa, sono sempre un po’ snobbati ai festival: è tardi, tutti sono stanchi, la mattina dopo si inizia presto. Eppure la scelta del 33. Bergamo Film Meeting di programmare il magnifico Les Girls (1957) di George Cukor alle 00.15 del primo giorno dell’ormai storica manifestazione cinematografica è stata azzeccatissima. Non c’è nulla di più vicino all’attività onirica di un musical di questo tipo: verità e menzogna che si mischiano di continuo, messa in scena chiaramente posticcia, colori sgargianti e inverosimili (la straordinaria bellezza del Technicolor!). Spesso, dopo aver sognato, si rimane col dubbio di aver visto una situazione reale, cioè che avrebbe potuto accadere o che magari è già accaduta (a livello logico tout se tient), eppure qualcosa sfugge e, ancora un po’ intontiti, finiamo per esclamare “Ma non è possibile! Allora era tutto falso!”.

Les Girls ruota attorno a una vicenda piuttosto semplice: due ex ballerine finiscono in tribunale quando una di loro pubblica un libro di memorie, raccontando la travagliata storia les girls 1d’amore tra la collega e il loro coreografo, nonché direttore del gruppo “Les Girls”, di cui entrambe facevano parte con un’altra amica. Accusata di aver raccontato il falso e quindi di aver infangato il buon nome dell’altra danzatrice (che addirittura avrebbe tentato il suicidio per la delusione sentimentale), la novella scrittrice si trova a sua volta accusata di essersi perdutamente innamorata dell’affascinante coreografo, tanto da aver a sua volta compiuto un gesto insano. Anche l’uomo conteso si presenta in tribunale, raccontando la sua versione dei fatti e il suo amore per la terza amica e ballerina. les girls 2Qual è la verità?

La verità è che in un periodo in cui tutti cercano grottescamente di raccontare “la realtà”, “la nostra generazione”, “la società che sta cambiando”, lanciando messaggi che manco fossero in mezzo al mare con la sola bottiglia di vetro – e con il pubblico che in questi giorni sta snobbando il capolavoro di Paul Thomas Anderson, Inherent Vice, monumento all’invenzione quale unica via di fuga dalla realtà repressiva e depressiva – un film come Les Girls è una boccata d’aria, una gioia per gli occhi, un’allegria per les girls 3lo spirito. La grandezza di un film come questo non sta nella profondità del sottotesto (che comunque c’è e si tratta di una riflessione arguta sulle imposture dell’amore e dell’interpretazione, e sul potere del cinema e della messa in scena), ma nella levità con cui ci si libera dell’ingombrante “messaggio”, come una farfalla si libererebbe dell’involucro di crisalide. In definitiva è il cinema che celebra se stesso, la sua capacità creativa, la sospensione dell’incredulità, per lasciarsi andare a un flusso di immagini che hanno senso e dignità solo per la grazia di cui sono intrise, “pour la beauté du geste”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: