one shot: american sniper

8 gennaio 2015

Questo testo è uscito in una versione più breve su Cineforum.it.

American Sniper di Clint Eastwood con Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban, Keir O’Donnell, Kyle Gallner, Sam Jaeger, Brando Eaton, Brian Hallisay, Eric Close, Owain Yeoman, Max Charles, Billy Miller, Eric Ladin, Marnette Patterson, Greg Duke, Chance Kelly

american sniper“You have to have men who are moral and at the same time who are able to utilize their primordial instincts to kill, without feeling, without passion, without judgment. Without judgment! Because it’s judgment that defeats us” (“C’è bisogno di uomini con un senso morale e che allo stesso tempo siano in grado di utilizzare il loro primordiale istinto di uccidere, senza sentimenti, senza passione, senza discernimento. Senza discernimento! Perché è il discernimento che ci sconfigge” Kurtz a Willard in Apocalypse Now, 1979, Francis Ford Coppola).

Non è certo una novità che Clint Eastwood, nei suoi film, abbia sempre riflettuto sull’America, attraverso la parabola di protagonisti tutt’altro che pacificati. Anche in pellicole in apparenza più lievi e meno dichiaratamente concentrate sulla Storia del suo Paese (basti pensare a Jersey Boys), a voler leggere tra le righe, non era poi tanto difficile trovare riferimenti agli Stati Uniti e alle vicende che hanno american sniper 1colpito un popolo da sempre fedele sostenitore di narrazioni più o meno articolate. Mentre l’Europa ha smesso da tempo di affidarsi a paradigmi e metafore, gli Usa, per restare compatti, hanno bisogno di eroi e allegorie in cui credere.

In una delle prime sequenze di American Sniper il padre di Chris Kyle, saputa di una colluttazione a scuola a cui i due figli hanno preso parte – il piccolo american sniper 16Chris ha picchiato un altro bambino che aveva assalito il fratello minore, più debole – racconta una storiella che serva ai due da insegnamento: il mondo si divide in tre categorie; da un lato i lupi, che aggrediscono con crudeltà, dall’altro le pecore, fragili, incapaci di difendersi, e nel mezzo i cani pastori, che devono riportare l’ordine e fermare la ferocia dei lupi. Il protagonista diventa un ragazzone buono e forse un po’ american sniper 3ingenuo – la fidanzata, che già al liceo aveva la nomea di adolescente facile e disinibita, lo tradisce con una certa frequenza e lui, scoperta la tresca, rimane sinceramente incredulo di fronte a una situazione che il fratello gli aveva già prospettato con evidente sicumera – ma con principi saldi e la certezza di una mira infallibile e di un ruolo al quale è stato destinato fin dall’infanzia. Abbandonato il lavoro di cowboy, da leggersi come superamento e aggiornamento di un mito american sniper 4fondativo – la prima immagine di Kyle adulto è un’inquadratura dell’uomo di spalle, davanti a alla porta di casa spalancata, il cui interno è buio, a favore dell’esterno inondato dalla luce del sole, chiaro omaggio al noto finale di The Searchers (Sentieri Selvaggi, 1956) di John Ford –, Chris si arruola nei SEALs, diventa un soldato modello, mette su famiglia con una brava ragazza e, all’indomani dell’11 settembre, parte per l’Iraq, diventando, in breve, “il cecchino più letale d’America”.

american sniper 5“This is my rifle. There are many like it, but this one is mine. My rifle is my best friend. It is my life. I must master it and I must master my life. Without me, my rifle is useless. Without my rifle, I am useless. I must fire my rifle true. I must shoot straighter than my enemy, who is trying to kill me. I must shoot him before he shoots me. I will. Before God, I swear this creed. My rifle and myself are defenders of my country. We are the masters of our enemy. We are the saviors of my life. So be it until there is no enemy but american sniper 6peace. Amen” (“Questo è il mio fucile. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio. Il mio fucile è il mio miglior amico. Lui è la mia vita. Devo dominarlo e devo dominare la mia vita. Senza di me, lui non è niente. Senza di lui, io non sono niente. Col mio fucile devo far centro. Devo sparare meglio del mio nemico, che cerca di uccidermi. Devo uccidere lui, prima che lui uccida me. E lo farò. Lo giuro davanti a Dio. Io e il mio fucile siamo i difensori della Patria. Noi siamo i dominatori dei nostri nemici. Noi siamo la american sniper 24salvezza della mia vita. Così sia, finché non ci sarà più nemico, ma pace. Amen” Full Metal Jacket, 1987, Stanley Kubrick).

Fermamente convinto della bontà della missione a cui partecipa (“laggiù c’è il Male” dirà a un commilitone), Kyle si dimostra un compagno generoso e affidabile con i soldati della sua squadra, un nemico temibile per gli iracheni, ma del tutto privo di pulsioni sadiche (non c’è accanimento nei confronti dell’avversario): è in guerra e ovviamente spara e uccide, ma sempre american sniper 9con un colpo solo. “A deer has to be taken with one shot. I tell people that. They don’t listen” (“Un cervo si ammazza con un colpo solo. Io l’ho detto. Non mi ascoltano” Mike a Nick in The Deer Hunter, Il cacciatore, 1978, Michael Cimino).

Buona parte della critica ha visto in American Sniper un’involuzione nella carriera di Eastwood, il conservatore che gira film progressisti, lamentando un eccesso di retorica (Chris Kyle ha fondato la sua esistenza, come buona parte degli americani, su una retorica, tra l’altro piuttosto diffusa: se non ci avesse creduto non sarebbe diventato un cecchino ma un obiettore di coscienza), un eccesso di patriottismo (Eastwood ama profondamente il suo Paese, benché ne conosca e metta in luce le contraddizioni), la mancanza del punto di vista del nemico, ingiustificabile dopo il dittico del 2006 Flags of Our Fathers e Letters to Iwo Jima (non solo un regista non deve per forza ripetersi, ma non è necessaria la versione dell’avversario per american sniper 21compiere una riflessione, tutt’altro che buonista e priva di chiaroscuri, sugli Stati Uniti, senza contare che film espressamente antimilitaristi come The Deer Hunter per essere tali non contenevano un’oggettiva e pietosa rappresentazione dei vietcong). L’equivoco probabilmente nasce dalla troppa attenzione per il soggetto a scapito della messa in scena: la costruzione retorica dell’eroe americano viene smontata attraverso campi e controcampi impossibili.

La nemesi di Kyle è un altro cecchino, Mustafa, un siriano campione olimpico di tiro a segno, american sniper 11arruolato dagli iracheni. Mustafa in breve diventa un’ossessione per il protagonista che, da lucido tiratore dallo sguardo espanso – scrutando nel mirino tiene aperto anche l’altro occhio per vedere il contesto – restringe la visuale per mirare dritto a una controparte che non è più (o non solo) un efferato nemico del proprio Paese, ma colui il quale ha ucciso due dei suoi compagni più cari, svelando la american sniper 12fallibilità del cane da guardia. La difesa della Patria si trasforma nella vendetta degli amici. E qui Chris inizia a sbagliare perché diventa sentimentale (come già uno dei due commilitoni ammazzati, che qualche giorno prima della propria morte aveva scritto una lettera in cui esprimeva più d’una perplessità sulla guerra: “È morto quando ha scritto quella lettera” dirà infatti il protagonista alla moglie). L’omicidio di Mustafa – one shot, un american sniper 19colpo solo – strategicamente è l’azione più sciocca compiuta dal protagonista, che mette a repentaglio la vita di tutta la sua squadra, contravvenendo a ordini inequivocabili.

Lo sguardo preciso e infallibile di Kyle (e dell’America) si perde in una tempesta di sabbia, sequenza straordinaria che scompagina le carte e ribalta il american sniper 13punto di vista, evitando di prendere quello opposto e speculare, semplicemente mettendolo in scacco: il nemico è diventato invisibile, potrebbe essere ovunque come in nessun luogo, scomparendo questi, scompaiono anche Chris e l’esercito a cui appartiene, gli ideali per i quali combatte e il proprio Paese. Chris esiste al di fuori del conflitto? Ha senso? Offre senso alla narrazione?

Tornato a casa, il protagonista continua a combattere, come ogni reduce, contro i suoi american sniper 14fantasmi, cercando di soffocare con forza il malessere e i dubbi che lo assalgono, somatizzati attraverso disturbi fisici (la pressione alta) e disturbi mentali (lo stato catatonico, le reazioni violente, l’ansia per qualsiasi rumore o situazione gli ricordino vagamente l’esperienza della guerra), negati ma di fatto espressi durante il colloquio american sniper 15con lo psichiatra.

La morte di Chris Kyle avviene per mano di un altro reduce con problemi psichici che il protagonista aveva accompagnato a sparare al poligono di tiro, pensando che questa pratica potesse essergli d’aiuto. Eastwood non filma l’omicidio, lascia lo schermo vuoto con una scritta che, laconicamente, spiega l’accaduto. Quel fuoricampo è un buco nero, l’impossibilità per l’America, american sniper 18oggi, di narrare non la guerra, ma ciò che della guerra rimane fuori scena. Il “cane da guardia” Kyle non viene ucciso al fronte ma nella sua Patria (trauma parallelo all’attentato alle Twin Towers, subìto “a casa propria” e non in terra straniera) e soprattutto non cade per mano di un “lupo” (Mustafa o un iracheno), ma di una “pecora”, un reduce come lui, che ha condiviso le stesse traumatiche esperienze. Il controcampo impossibile di un campo inesistente è la sequenza finale, american sniper 22su cui scorrono i titoli di coda: immagini di repertorio che mostrano il funerale del vero Chris Kyle, al Texas Stadium gremito, con veterani e mutilati di guerra provenienti da tutti gli Stati, bandiere a stelle e strisce e commozione sincera da parte dei cittadini. Anche in questo caso Eastwood sceglie di non mettere in scena il corteo funebre e la cerimonia, ma di lasciare che l’assenza di american sniper 23rappresentazione venga colmata dall’unica retorica possibile in questo momento negli Usa, l’unica forse a cui il popolo delle grandi narrazioni e degli eroi possa ancora aggrapparsi per non essere risucchiato nel buco nero del collasso dell’immaginario.

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Una Risposta to “one shot: american sniper

  1. […] American Sniper di Clint […]

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