cannes 7: jauja

16 giugno 2014

Jauja di Lisandro Alonso con Viggo Mortensen, Ghita Nørby, Viilbjørk Malling Agger, Adrian Fondari, Esteban Bigliardi, Diego Roman, Mariano Arce, Misael Saavedra, Gabriel Marquez, Brian Patterson

È secondo necessità che dove gli esseri hanno origine,
ivi hanno anche la loro distruzione,
poiché pagano l’un l’altro la pena
e l’espiazione dell’ingiustizia
secondo l’ordine del tempo.

Anassimandro

jauja 1La prima sequenza di Jauja mostra un padre e una figlia parlare del desiderio di quest’ultima di possedere un cane. Sono in Patagonia. Lui è un capitano danese che combatte a fianco dell’esercito argentino durante la “Conquista del deserto”. Lei è un’adolescente in procinto di fuggire con un soldato. La camera è fissa, il formato 4:3, i colori carichi: il verde e il blu, qualche macchia di rosso. Come prima cosa viene da pensare al dagherrotipo, a ciò che viene prima del cinema (ma non prima della visione), al precinema, ai suoi albori. Ingeborg scappa col soldato e il padre inizia a inseguirla. Sul loro destino incombe il sanguinario e folle Zuluaga, che lascia dietro di sé una schiera di morti. La ricerca del capitano lo porterà a perdersi così come chi vuole raggiungere Jauja, paradiso terrestre, luogo in cui regna l’abbondanza e la prosperità. Il tempo non è più lineare, il luogo difficile da attraversare anche con una bussola.

Il capitano porta tra le mani una piccola bambola di legno con le sue sembianze che apparteneva jauja 2alla figlia. Percorre in lungo e in largo un territorio eppure sembra essere sempre nello stesso luogo e nello stesso tempo. Incontrerà una donna con un cane, forse una creatura bizzarra, forse la figlia ormai anziana. La donna è vicino a una grotta, ha vissuto un altro tempo. Il capitano è sempre uguale, il tempo non è passato. Eppure è passato. “Un uomo non è tutti gli uomini”, ma si ripropone in momenti e luoghi diversi, uguale a se stesso e sotto altre fattezze. Con un ampio jauja 6salto temporale arriviamo ai nostri giorni. C’è una ragazza (ha le sembianze di Ingeborg, ma “è” davvero lei?) che all’alba si alza dal letto ancora un po’ frastornata dai sogni della notte. Fa colazione, passeggia nel parco con i cani: i cani sono la moltiplicazione del cane della vecchia signora incontrata dal capitano, uno di loro ha uno sfogo sul “braccio” come quello che il soldato, con cui la giovane era fuggita, aveva sulla spalla. Nel corso della passeggiata Ingeborg trova la bambolina di legno che il capitano jauja 5portava con sé. La guarda incuriosita, la getta nel laghetto. I luoghi attraversati dal “padre” sono ora popolati da leoni marini. C’è il sogno e l’attraversamento dello spazio-tempo, che permette a più luoghi e più tempi di convivere e incrociarsi, qualcuno forse è rimasto imprigionato in un luogo e un tempo lontano, fantasticato. Il viaggio (per raggiungere la terra promessa? un’immaginazione? la figlia?) è il percorso della realizzazione di un film, che coincide con l’intera jauja 7storia del cinema, a partire dalla sua nascita: rispetto all’inizio le sequenze sono infatti più articolate, la macchina da presa inizia a muoversi, prima impercettibilmente poi in maniera sempre più evidente e fluida, come quando un bambino si alza in piedi e impara a camminare. L’occhio impara (o, deve reimparare, come insegna Godard) a guardare. “L’oltre, l’invisibile, sbalzano la realtà. Il mondo non tiene più. È allora che si può iniziare a vagliare i fantasmi, a fermare le false apparenze. (…) Dal buon uso dei sogni poteva nascere un nuovo modo di esercitare il proprio pensiero, di comportarsi in mezzo alle apparenze” (Antonin Artaud, A la grande nuit ou le bluff surréaliste).

 

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4 Risposte to “cannes 7: jauja

  1. […] film bellissimi – Maps to the Stars di David Cronenberg, La chambre blueu di Mathieu Amalric, Jauja di Lisandro Alonso – in altri (o meglio, in un altro, uno solo e irripetibile) si tratta di […]

  2. […] collasso dell’immaginario che ha contribuito a creare. Agli antipodi dello straordinario Jauja di Lisandro […]

  3. […] in concorso, avendo lasciato a Un Certain Regard film bellissimi e autori solidi come Amalric, Alonso, Hausner, tanto per fare qualche nome. Forse per compensare la pesantezza di alcune opere che ormai […]

  4. […] Ex aequo: Jauja di Lisandro Alonso, It Follows di David Robert […]

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