cannes 1: hermosa juventud

27 maggio 2014

Come già per la Berlinale 2014, anche per il Festival di Cannes ho collaborato, con grande piacere, per Cineforum.it. Da oggi pubblico qui i testi che ho scritto, o per la rivista o per questo blog, su film amati e detestati visti qualche giorno fa. Inizierò con quelli detestati, tanto per togliermeli subito, per poi passare a quelli che, in un modo o nell’altro, mi hanno sorpreso o confermato nell’amore per i loro autori. In alcuni casi si tratta di film bellissimi – Maps to the Stars di David Cronenberg, La chambre blueu di Mathieu Amalric, Jauja di Lisandro Alonso – in altri (o meglio, in un altro, uno solo e irripetibile) si tratta di un capolavoro e di una rivoluzione: Adieu au langage di Jean-Luc Godard. Il momento più divertente, però, è stato rivedere in sala The Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper alla presenza del regista, emozionato fino alle lacrime, e di un entusiasta Nicolas Winding Refn, che ha fatto una presentazione davvero straordinaria. Un film che ha abitato i miei incubi da bambina (secondo solo a Profondo rosso di Dario Argento, altro film straordinario, da cui sono stata ossessionata per anni e chissà se ne sono davvero uscita) e che oggi (un oggi che è già da un bel po’), riconoscendone l’evidente genialità, mi riempie di tenerezza. Buona lettura.

***

Questo testo è uscito su Cineforum.it.

Hermosa juventud di Jaime Rosales con Ingrid García Jonsson, Carlos Rodríguez, Inma Nieto, Fernando Barona, Juanma Calderón, Patricia Mendy, Miguel Guardiola

hermosa juventud 1Un ragazzo e una ragazza si amano, sono appassionati e lei rimane incinta. Entrambi vengono da due famiglie un po’ disastrate e con problemi economici. La giovane donna continua a fare test su test di gravidanza prima di svelare al compagno il suo stato. Vista la mancanza di soldi i due decidono di girare un porno amatoriale. La cosa si ferma lì. Purtroppo il film non è Zack and Miri Make a Porno (2008) di Kevin Smith, divertente commedia con attori appatowiani, che ha più di un momento esilarante. In Hermosa juventud, pellicola terribilmente seria, il problema si pone nel momento in cui, di fronte alla precarietà di entrambi, tutto quello che accade non “fa problema”. Com’è possibile? Che senso ha fare un film cupo e grave per poi non approfondire nulla?

Certo, ci sono gli interni poveri, la madre di lui in stato catatonico, la ragazza costretta a rubare un mascara al supermercato perchè non può permettersi di comprarlo, il ragazzo che ha problemi di coscienza poichè teme di non essere hermosa juventud 2un buon padre. Ovviamente nessuno ha un lavoro, nessuno può aiutarli. Eppure mai che un ambiente riesca a essere qualcosa in più di una semplice tappezzeria, un episodio traumatico che abbia delle conseguenze, l’arrivo di un figlio che stravolga realmente la percezione del mondo. Tutto il film gira attorno alla gravidanza della ragazza eppure la nascita del bambino non cambia assolutamente nulla nella sua esistenza. Tanto un film come La chambre bleue pone l’evento hermosa juventud 3principale – la scoperta traumatica del corpo come filtro della realtà – al centro del film e da quello fa sì che si irradino tutte le altre esperienze che, anche tragicamente, non possono che essere vissute attraverso i sensi, quanto nella pellicola di Rosales tutto è banalizzato, dalla messa in scena alle trovate di sceneggiatura: nulla che indichi che la crisi è quella spagnola. Vero è che la crisi ormai è simile un po’ ovunque, hermosa juventud 4ma bisognerebbe sempre ricordare l’incipit di Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Questo però non significa fare film “regionali” – sta diventando francamente insostenibile il caso della Grecia, che da un po’ di tempo produce film che sembrano fatti con lo stampino, dalle opere migliori, come quelle di Lanthimos, a quelle peggiori, Miss Violence (2013) di Avranas su hermosa juventud 5tutti – ma cercare una via personale alla rappresentazione della crisi. Hermosa juventud, invece, si pone purtroppo nella lista di quei film anonimi, in cui ogni litigata, ogni momento di confronto tra i protagonisti, non solo è telefonata, ma soprattutto è risolta in maniera scontata, priva di trovate o di guizzi, rendendo il film l’insipida copia di una copia di una copia di una copia di un film già visto e poco amato. Le buone intenzioni, per quanto ammirevoli, non sono sufficienti.

Se è vero che la crisi ha ridimensionato le ambizioni di tutti coloro che vivono questo tempo, è anche vero che la totale assenza di ambizioni in un’opera creativa, qualsiasi sia la sua natura, è la morte stessa dell’opera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: