classifica 2013!?!

3 gennaio 2014

Non mi era mai capitato di scrivere una classifica dei migliori film dell’anno. O di fare classifiche in generale, perché poi mi scordo sempre qualcosa, mi pento dell’ordine, ci ripenso. Però le ho sempre trovate spassose, e ho sempre letto quelle degli altri con curiosità e divertimento. Mi ha fatto quindi piacere la richiesta che Cineforum.it ha fatto a tutti i suoi collaboratori di stilare una classifica dei 10 migliori film usciti in sala nel 2013 (quelli che più abbiamo amato, per svariati motivi), dei 3 migliori film visti ai festival, in dvd, ecc., e delle 3 delusioni. Mi son messa a ragionarci un po’ su e è venuta fuori una piccola lista (non senza dubbi su cosa inserire o meno). Di alcuni film, in precedenza, avevo scritto una recensione, di altri no: questo non sta a indicare un differente grado di fascinazione nei confronti di un’opera rispetto a un’altra, ma, assai più banalmente, la difficoltà nella gestione del tempo in alcuni periodi…

P.S.: Pur avendoli visti nel 2012, rispettivamente al Festival di Torino e alla Mostra del Cinema di Venezia, ho deciso di inserire anche Holy Motors e The Master, non solo perché sono comunque usciti in sala nel 2013, ma anche per la loro forza visiva e immaginifica che mi ha accompagnato per mesi.

Qui trovate anche le classifiche complete di Cineforum.it (il risultato finale delle classifiche dei migliori film usciti in sala nel 2013, ottenuto sommando le classifiche di ognuno; le singole classifiche di tutti i collaboratori dei migliori film usciti in sala nel 2013; le singole classifiche dei migliori film visti nel 2013 ma non ancora distribuiti nelle sale italiane; le singole classifiche delle delusioni cinematografiche 2013). Sotto, le mie – le piccole differenze tra questa versione e quella apparsa su Cineforum.it dipendono solo dall’aver introdotto qui degli ex aequo (molti, per la verità) che, per ragioni di chiarezza o più semplicemente di regole tali da rendere la classifica di ognuno omogenea con quelle degli altri, non potevano essere inseriti dall’altra parte.

I 10 migliori film usciti in sala:

1) Holy Motors di Leos Carax

2) The Master di Paul Thomas Anderson

3) La vénus à la fourrure (Venere in pelliccia) di Roman Polanski

4) Django Unchained di Quentin Tarantino

5) No (No – I giorni dell’arcobaleno) di Pablo Larraín

6) Ex aequo: Before Midnight di Richard Linklater; This Is 40 (Questi sono i 40) di Judd Apatow; Silver Linings Playbook (Il lato positivo) di David O. Russell

7) The Canyons di Paul Schrader

8) Ex aequo: Yi dai zong shi (The Grandmaster) di Wong Kar-wai; Only God Forgives (Solo Dio perdona) di Nicolas Winding Refn

9) Ex aequo: La vie d’Adèle – chapitres 1 & 2 (La vita di Adele – capitoli 1 e 2) di Abdellatif Kechiche; Gloria di Sebastián Lelio

10) Ex aequo: Behind the Candelabra (Dietro i candelabri) di Steven Soderbergh; L’inconnu du lac (Lo sconosciuto del lago) di Alain Guiraudie

Da segnalare:

This Is The End (Facciamola Finita) di Evan Goldberg, Seth Rogen

I 3 migliori film visti ai festival:

1) Jiaoyou (Stray Dogs) di Tsai Ming-liang

2) Ex aequo: Feng Ai (‘Til Madness Do Us Part) di Wang Bing; História de la meva mort di Albert Serra; Redemption di Miguel Gomes

til madness do us part(Purtroppo non essendoci trailer, posto, assieme a una foto, l’unica intervista video che ho trovato fatta a Wang Bing a proposito di Feng Ai)

3) Ex aequo: La jalousie di Philippe Garrel; Leviathan di Lucien Castaing-Taylor, Verena Paravel (visto al Festival di Torino nel 2012 ma rivisto nel 2013 e talmente impressionante da non poter non essere inserito)

Nota:

Non ho ancora visto, purtroppo, Trudno byt’ bogom (Hard to Be a God) di Aleksej Jurevič German, Tian zhu ding (A Touch of Sin) di Jia Zhang-ke e Her di Spike Jonze, tra gli altri… Se li avessi visti, forse, sarebbe cambiato qualcosa nelle classifiche dei film più amati… o almeno credo…

Le 3 delusioni:

1) Stoker di Park Chan-wook

2) Los amantes pasajeros (Gli amanti passeggeri)  di Pedro Almodóvar

3) La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nota:

Ho scordato di includere – anche perché avevo già abbondantemente sforato il numero dei titoli da inserire – nella classifica delle 3 delusioni per Cineforum.it Après Mai di Olivier Assayas, visto come The Master e Holy Motors nel 2012 (festival), ma uscito in sala nel 2013. In molti l’hanno amato, io l’ho trovato freddo e vuoto, un ottimo esercizio di stile (Assayas gira benissimo, è innegabile), ma fastidiosamente autocelebrativo. Assayas non ama i suoi personaggi, l’unico che viene messo in salvo è il suo alter ego, e il post ’68 è raccontato non chiamandosi in causa, ma con distacco, e soprattutto sezionandolo e incasellandolo in una marea di luoghi comuni. Con tutt’altro stile e con finalità differenti, anche Sorrentino condivide con Assayas il poco amore nei confronti dei suoi personaggi – e non essendoci nemmeno l’alter ego nei suoi film, il sentimento che più si avverte è il disprezzo. Inutile dire che, anche La grande bellezza, è costruito su una serie di ovvietà: un film ambizioso ma involuto e monco, in cui la macchina da presa gira a vuoto come i suoi protagonisti (non so fino a quanto consapevolmente). Da questo punto di vista sia Stoker che Los amantes pasajeros, benché a mio avviso non molto riusciti, risultano senza dubbio più sinceri e intellettualmente onesti (Park Chan-wook e Pedro Almodóvar, tra l’altro, sono i due registi, inseriti tra le delusioni, da cui mi aspettavo opere migliori, proprio perché ho amato e amo moltissimo, anche se non allo stesso modo, i loro film precedenti).

Ho invece volutamente evitato di citare tra le delusioni Miss Violence di Alexandros Avranas, film fastidiosamente shockante, inutilmente estetizzante, disonesto sotto ogni aspetto. Invece di spendere altre parole su questo brutto film, invito a rileggere un testo fondamentale di Jacques Rivette, De l’abjection, apparso nel giugno del 1961 sui “Cahiers du cinéma” (n. 120, pp. 54-55) – si trova anche in italiano (in Internet o in biblioteca) col titolo Dell’abiezione – a proposito del carrello finale di Kapò di Gillo Pontecorvo, ma che sembra perfetto anche per il film di Avranas.

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4 Risposte to “classifica 2013!?!

  1. mbrto said

    Magistrale. Unica cosa. Insomma. Cioè. Ma Korine proprio non è piaciuto enormemente a nessuno….

    • Caro Umberto,
      per quanto riguarda le classifiche di Cineforum.it tieni presente che “Spring Breakers” era a Venezia nel 2012 e dunque qualcuno potrebbe averlo inserito tra i film più interessanti visti a un festival e non ancora distribuiti nella classifica dello scorso anno. Per quanto riguarda le pellicole in sala nel 2013 bisogna dire che quest’anno sono usciti parecchi film davvero notevoli, per cui, dovendone segnalare solo una decina senza ex aequo, può darsi la scelta sia caduta su altri titoli.
      Per quanto riguarda me, invece, che di ex aequo ne ho inseriti una marea, non solo avevo visto il film di Korine nel 2012 e mai più rivisto nel 2013, ma volendo pensare a film in concorso a un festival nel 2012 e passati poi nel 2013 in Italia, ti cito solo tra i primi della mia lista “Holy Motors”, “The Master” e “No” che su di me hanno avuto un impatto estremamente più potente di “Spring Breakers”, sia dal punto di vista emotivo che da quello intellettuale: “Holy Motors” perché è una delle opere più anarcoidi e originali sul cinema e la visione e sull’arte per l’arte, “The Master” perché è tra i più bei film fatti sul mistero del legame tra due persone e sul tentativo da parte del “mondo” di spiegare e ridurre qualcosa che è inspiegabile e irriducibile, “No” per la sua portata tragica e vitale al tempo stesso, perché in maniera geniale mostra l’ambiguità delle immagini (e dunque del cinema). “Spring Breakers” è sicuramente un film importante, un film sul godimento inteso in senso lacaniano, un film sulla ripetizione e l’indistinzione, però – ma qui, appunto, rientriamo nelle sensibilità di ognuno – mi ha sconvolto e coinvolto meno degli altri film che ti ho appena citato o di altri che ho inserito.
      Ovviamente queste liste vanno prese anche da un punto di vista ludico. L’unica cosa che in teoria dovrebbero e potrebbero fare è invogliare chi legge a recuperare film che magari non ha ancora visto o a cui non ha dato abbastanza peso, oppure a confrontarsi con i propri innamoramenti cinematografici, perché poi di questo si tratta.
      Grazie davvero di essere passato di qua
      Un abbraccio
      gloria

  2. XF said

    Ci mancava giusto la fan dei Cahiers pronta a riesumare quell’orrenda cantonata su Kapò.

    • Gentile XF,
      mah, come ogni cosa anche la posizione dei Cahiers su “Kapò” è opinabile: secondo Lei è una “orrenda cantonata”, secondo me una questione etica molto rigorosa. Ho trovato assai fastidioso il finale di “Kapò” così come ho trovato abietto “Miss Violence”. E per una ragione molto precisa. Perchè il carrello in avanti fino a mostrare in maniera shockante la Riva che muore (Pontecorvo)? Perchè dopo aver tenuto un film asettico e geometrico, ai limiti insopportabili del manierismo, mostrare in maniera così esplicita proprio la tremenda scena di violenza sulla ragazzina (Avranas)? Per quanto mi riguarda quel che viene costruito in modo da shockare lo spettatore è sempre un ricatto e come tale io lo ritengo immorale. Inoltre pone lo spettatore nella posizione del cane di Pavlov che salivava ormai non più per il cibo ma per il suono del campanellino che ne annuncia l’arrivo. Tenga presente che non sono le immagini esplicite a turbarmi, semmai quelle usate dal regista come il bastone e la carota, che alla fin fine annullano completamente il mistero che dietro all’immagine dovrebbe stare, e con esso la sua capacità di rigenerarsi, di costruire mondi, di evocare, cioè quel qualcosa di irriducibile a qualsiasi semplificazione o spiegazione, mostrandone, al contrario, il nulla. Io non amo per niente questo tipo di cinema. Ma ovviamente anche la mia è un’opinione. Mi farebbe piacere sapere perchè Lei considera invece il testo di Rivette una “orrenda cantonata”.
      Grazie intanto per essere passato/a di qui.
      gloria

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