only god forgives

20 giugno 2013

Only God Forgives (Solo Dio perdona) di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Yayaying (Rhatha Phongam), Tom Burke, Byron Gibson, Gordon Brown, Sahajak Boonthanakit, Charlie Ruedpokanon, Oak Keerati

The rest is silence

only-god-forgives-1“Vado a incontrare il diavolo” dice Billy al fratello Julian – col quale gestisce una palestra di thai boxe a Bangkok, copertura per il traffico di droga – prima di stuprare e uccidere una prostituta di sedici anni. L’ordine così ferocemente violato verrà ristabilito solo attraverso il sangue. Only God Forgives mette in scena una catabasi, una discesa agli inferi, e la cruenta e liberatoria risalita di due personaggi contrapposti e complementari: Chang, una specie di angelo della vendetta, deciso a punire tutti coloro abbiano preso parte alla barbarie, con castighi che tengano conto del peccato o della colpa di cui si siano macchiate le sue vittime, e Julian, sorta di laconico Amleto, bloccato dalla sua ignavia e castrato dalla madre.

Refn scarnifica i personaggi fino a renderli degli archetipi, lavora di sottrazione sulla sceneggiatura, mostrandone l’impianto tragico e trasformandola in una parabola sulla nemesi. Da questo punto di vista le azioni inesorabili del only-god-forgives-2poliziotto-giustiziere, che la incarna, fungono anche da monito. Il padre della prostituta minorenne, dopo essere stato spinto a uccidere il carnefice della ragazzina, viene a sua volta castigato (gli viene amputato un braccio) perché ha permesso che la figlia si vendesse e affinché non spinga le altre tre figlie a intraprendere la medesima strada; gli assassini dell’uomo sono torturati e annientati in base ai misfatti che hanno commesso in vita: il capobanda è bloccato alla poltrona su cui è seduto, impossibilitato a muovere braccia e gambe, trafitte da lame, reso cieco da tagli sugli occhi (“tu only-god-forgives-3non vuoi vedere” gli dice Chang quando si rende conto che, pur messo di fronte alla morte, questi non collabora), sordo dai timpani forati (“tu non mi ascolti”); Crystal, la madre di Billy e Julian, una figura a metà tra Lady Macbeth e la Gertrude dell’Amleto, finisce con la gola squarciata, poiché è attraverso la sua voce e le sue parole che ordina crimini efferati e umilia il figlio dubbioso, tanto da renderlo un inetto; Julian perde invece le mani, che non ha saputo only-god-forgives-4usare né per attaccare, né per difendersi e imporre la sua volontà (i principi morali ai quali risponde, benché messi in crisi dall’insistenza della madre, sono assai differenti da quelli di quest’ultima e del fratello: non vuole vendicare Billy perché si è macchiato di una colpa ignobile, non uccide la figlia del poliziotto poiché è solo una bambina), e nemmeno per provocare piacere a Mai, la ragazza thailandese con cui ha instaurato un ambiguo rapporto sentimentale, casto e trattenuto.

only-god-forgives-5Only God Forgives mescola quindi cultura e riti orientali, sostenuti a loro volta da un’estetica che risente delle influenze del cinema asiatico, alla tragedia shakespeariana, raggiungendo una compiutezza pienamente postmoderna. Forse in quest’ultimo film l’associazione è più stridente, eppure anche Drive combinava elementi dei film di genere anni Settanta e Ottanta (l’action movie e i rimandi, completamente svuotati e stravolti, a Grease e alle pellicole di John Hughes Jr.) con quelli del melodramma, utilizzando ralenti e silenzi come nel cinema di Wong Kar-wai, e fulminee esplosioni di violenza da film d’exploitation.

only-god-forgives-6Geometrico e rigoroso tanto nella messa in scena quanto nel percorso di ristabilimento dell’ordine, il film di Refn è implacabile nel perseguire la concretizzazione di una spiritualità spietata, inserita in un impianto narrativo perfettamente occidentale che rinvia a William Shakespeare e Sigmund Freud. Come nell’Amleto il protagonista subisce la pena poiché non è stato in grado di essere all’altezza del suo ruolo e di riportare l’equilibrio only-god-forgives-7(morale) nel caos: Amleto, principe di Danimarca, avrebbe dovuto uccidere lo zio che aveva causato la morte del padre, usurpandone il trono, e impedire alla madre il matrimonio col cognato, avvenuto all’indomani del lutto che l’aveva colpita. Anche Julian non è capace di reagire e opporsi alla madre, della quale è succube e con la quale intrattiene un rapporto quasi incestuoso: la repressione dovuta a un complesso edipico mai risolto e che lo ha reso inerte, è straordinariamente rappresentato nella scena in cui il protagonista, trovando Crystal ormai assassinata, le apre il ventre e infila dentro la mano – quella stessa mano incapace di lottare (nello scontro a corpo libero con Chang aveva avuto, ovviamente, la peggio) rientra nel luogo che ha scatenato il suo desiderio frustrato e lo ha incatenato per sempre.

only-god-forgives-10Vero e proprio motore del film, la violenza sconvolge l’armonia e la ripristina, attraverso una catarsi alla quale tutti i personaggi prendono parte. Liberato da qualsiasi orpello narrativo Only God Forgives non concede nulla allo spettatore, ponendolo di fronte all’ambiguità stessa della violenza che, a seconda della circostanza, diviene sopruso o giustizia. L’aggressività, inibita o sfrenata che sia, è ciò che caratterizza i protagonisti: le mani di Julian, aperte o chiuse a pugno, prive di qualsiasi impeto o pronte a combattere, ne sono l’emblema. only-god-forgives-12Ogni relazione, anche affettiva, messa in scena da Refn è determinata dalla veemenza: la dolcezza si trasforma repentinamente in rabbia, il languore in oltraggio, la benevolenza in odio. Il possesso dei corpi e delle menti (Billy che stupra e massacra, Chang che uccide, Crystal che manipola) esplicita, mettendolo in atto, un assunto profondamente disturbante: la prevaricazione è insita nell’animo umano, ogni uomo è spinto dal desiderio di dominio sugli altri; che questo sia only-god-forgives-9determinato da un fine criminale o morale è un mero corollario. Julian, che ne appare la tragica vittima, vive in realtà una lacerazione abissale tra l’essere sottomesso a chi è più feroce, di conseguenza diventare il carnefice del più debole, vivendo la furia della sopraffazione, e uscire dall’atrocità del principio che la regola. La luce che al termine del film testimonia la risalita dagli inferi dei due protagonisti, ambiguamente sancisce l’avvenuto ristabilimento dell’ordine, ma non assicura affatto una prosecuzione dell’armonia ripristinata.

only-god-forgives-11Only God Forgives è dunque un film misterioso e ipnotico, interlocutorio nella forma e spiazzante nel contenuto; ciò che viene evocato è lo svelarsi di un rimosso inaccettabile, camuffato con la brutale vestigia del suo contrario: nessuno è libero, ogni uomo è incatenato al proprio persecutore, servo dei suoi voleri, schiavo della sua miseria, riscattato solo attraverso morte.

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Una Risposta to “only god forgives

  1. […] Ex aequo: Yi dai zong shi (The Grandmaster) di Wong Kar-wai; Only God Forgives (Solo Dio perdona) di Nicolas Winding […]

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